Acquedotto Roja, 50 milioni per la nuova condotta Sanremo-Imperia. Scajola: “Così l’acqua sarà più sicura per 100mila persone”
di R.S.
La nuova tubazione sarà realizzata interamente a terra, lungo i circa 15 chilometri della pista ciclopedonale, e andrà ad affiancare l’attuale condotta sottomarina
Arrivano le risorse per il raddoppio a terra dell’acquedotto Roja. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ufficializzato un finanziamento di 37 milioni e 844 mila euro per la realizzazione della nuova condotta nel tratto compreso tra Sanremo, all’altezza di Capo Verde, e Imperia, in zona Borgo Prino.
Il progetto, presentato da Rivieracqua, prevede un investimento complessivo di circa 50 milioni di euro, considerando anche i 12 milioni stanziati direttamente dal gestore del servizio idrico. Le risorse ministeriali arrivano nell’ambito del PNRR, attraverso lo strumento finanziario per gli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico.
La nuova tubazione sarà realizzata interamente a terra, lungo i circa 15 chilometri della pista ciclopedonale, e andrà ad affiancare l’attuale condotta sottomarina che corre al largo della costa tra i Comuni di Taggia, Riva Ligure, Santo Stefano al Mare, Cipressa, Costarainera, San Lorenzo al Mare e Imperia.
L’obiettivo è eliminare quella che viene considerata la principale fragilità dell’attuale sistema di approvvigionamento idrico provinciale: un unico tratto di acquedotto, posato sul fondale marino, che serve la fascia costiera del Ponente ligure. In caso di guasto o rottura, infatti, la continuità del servizio idropotabile tra San Lorenzo al Mare e Andora potrebbe essere seriamente compromessa.
«L’opera consentirà di mettere in sicurezza l'acqua potabile per circa centomila persone da San Lorenzo ad Andora», sottolinea il presidente della Provincia di Imperia, Claudio Scajola. La nuova condotta, aggiunge, «andrà ad aggiungersi a quella attuale, unica e assai vetusta, sottomarina, esistente nello stesso tratto».
Per Scajola, il finanziamento rappresenta il risultato della collaborazione tra la Provincia, in qualità di Ente di governo dell’ambito, e Rivieracqua, gestore unico del servizio idrico. «Il progetto pronto è stata la nostra carta vincente per ottenere il finanziamento di trentotto milioni, ai quali bisogna aggiungere i dodici milioni di investimento stanziati da Rivieracqua», evidenzia.
L’intervento non riguarderà soltanto la rete idrica. I lavori lungo la pista ciclopedonale offriranno infatti anche l’occasione per un intervento di restyling e ammodernamento dell’infrastruttura, realizzata nei primi anni Duemila.
«Il finanziamento costituisce il coronamento di un percorso che, assieme al gestore unico Rivieracqua, abbiamo intrapreso da anni per riqualificare impianti bisognosi di rinnovamento e di poderosi interventi», spiega ancora Scajola, ricordando tra gli interventi già realizzati il Masterplan Roja.
Il presidente della Provincia sottolinea però che la sicurezza della rete dovrà essere accompagnata da un incremento delle risorse idriche disponibili. «Una cosa è l’ammodernamento delle infrastrutture esistenti che distribuiscono l’acqua, un’altra è l’azione per garantire sempre una maggiore quantità d’acqua da distribuire», afferma. Per questo, secondo Scajola, occorre continuare a lavorare sulla valorizzazione delle risorse idriche presenti e sulla realizzazione di nuovi invasi.
Soddisfazione anche da parte di Rivieracqua. Il presidente Giuseppe Torno definisce l’intervento una struttura strategica che, grazie al sostegno del MIT, «garantirà per i prossimi decenni una maggiore sicurezza e resilienza dell’adduzione idropotabile per tutti i comuni coinvolti dall’operazione».
Per l’amministratore delegato Giuseppe Testa, il finanziamento rappresenta «un risultato di straordinaria importanza per il futuro idrico del sistema gestito da Rivieracqua». Il completamento del sistema Roja, spiega, permetterà di eliminare «una fragilità storica della rete di adduzione», affiancando una nuova tubazione terrestre a quella posata sul fondale marino.
Il progetto punta dunque a creare una seconda via di adduzione dell’acqua, riducendo la dipendenza dall’unica condotta sottomarina oggi presente e aumentando la resilienza complessiva del sistema idrico del Ponente. Un intervento destinato a incidere sulla sicurezza del servizio per circa 100mila cittadini, ma anche sulla riqualificazione di uno dei principali percorsi ciclopedonali della Riviera.
Raddoppio del Roja, il progetto in sintesi - Il sistema acquedottistico del Roja, attivo dagli anni ’70, rappresenta ancora oggi la principale fonte di approvvigionamento idrico della provincia di Imperia, garantendo circa il 65% del fabbisogno d’acqua.
La rete è già stata messa in sicurezza nei tratti Ventimiglia-Sanremo e Imperia-Andora, dove sono presenti sistemi di doppia adduzione. Resta però una criticità nel tratto tra Sanremo (Capo Verde) e Imperia (Borgo Prino): circa 15,7 chilometri di condotta, realizzata quarant’anni fa e posata interamente sul fondale marino.
In caso di rottura o manutenzione, l’intera fascia costiera tra San Lorenzo al Mare e Andora rischierebbe di rimanere senza approvvigionamento idrico. A confermare la fragilità del sistema sono state anche le difficoltà incontrate nell’inverno 2025, quando le condizioni del mare hanno impedito per oltre un mese di intervenire sulla tubazione.
La soluzione individuata prevede quindi il raddoppio della condotta attraverso una nuova tubazione a terra, lungo la pista ciclopedonale. Tra quattro alternative progettuali, questa è stata ritenuta quella con il miglior rapporto tra costi, benefici e impatto ambientale. I lavori consentiranno inoltre di riqualificare e ammodernare la pista ciclopedonale.
L’intervento interessa otto Comuni – Sanremo, Taggia, Riva Ligure, Santo Stefano al Mare, Cipressa, Costarainera, San Lorenzo al Mare e Imperia – e prevede un investimento complessivo di 50 milioni di euro, di cui 38 milioni finanziati attraverso il PNRR/SFNIISSI e 12 milioni cofinanziati da Rivieracqua. La conclusione dei lavori è prevista entro il 2030.
Il progetto ha avuto origine nel percorso avviato nel 2023, quando furono presentate sette richieste di finanziamento nell’ambito del PNIISSI. Dopo la conferma della candidatura nel gennaio 2026, Rivieracqua ha presentato la domanda definitiva il 27 maggio 2026. Il 25 agosto 2026, Invitalia ha comunicato ufficialmente l’inserimento del raddoppio del Roja tra gli interventi finanziati attraverso lo strumento SFNIISSI.
L’obiettivo è eliminare l’ultima grande vulnerabilità del sistema idrico costiero, affiancando alla vecchia condotta sottomarina una nuova infrastruttura terrestre, più facilmente accessibile per manutenzioni e interventi di emergenza.
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