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Vaccini fra ritardi e polemiche, Bonsignore: "Non è una gara a chi finisce prima"

di Marco Innocenti

E sulla riapertura delle scuole: "Medie e superiori devono restare chiuse: troppi rischi di contagio sui bus e al momento dell'uscita"

La partenza della campagna vaccinale è stata contrassegnata da mille polemiche e accuse di ritardi e inefficienze. La Liguria ha già somministrato 2.618 delle 15.920 dosi ricevute (il 16,4%) ma in altre regioni d'Italia si è già arrivati ad oltre il 40% così come, in altre, si è fermi addirittura a meno del 5%. "Il fatto che siano iniziate le vaccinazioni deve essere motivo di soddisfazione da parte di tutti - commenta Alessandro Bonsignore, presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della Liguria - E' un momento che deve essere preso da tutti con meno polemiche e più come un grande traguardo per la scienza. Detto ciò, anche questa corsa della classifica fra le regioni credo sia qualcosa di sbagliato perché non si tratta di una partita da concludere in pochi giorni ma piuttosto una lunga maratona che porterà le nostre strutture sanitarie a vaccinare tutta la popolazione. Quindi, l'importante è arrivarci preparati e organizzati".

Ma come ci arriva la Liguria? "I dati che noi abbiamo sono nel pieno rispetto delle scadenze che si erano date - prosegue Bonsignore - Asl 3 ha raggiunto le 600 vaccinazioni, San Martino è a 500 vaccinazioni, quindi siamo in linea per arrivare nei primi 21 giorni della campagna a somministrare tutti i vaccini previsti in questa prima fase, in modo tale che dal 21esimo giorno in poi, possano essere somministrati i richiami per i primi vaccinati per la seconda dose. In questa prima fase non ci sono stati particolari problemi, anche perché i numeri sono piuttosto contenuti. E' vero però che le regioni si stanno di nuovo arrangiando da sole perché a livello centrale non è stato fatto l'invio delle siringhe e si stanno utilizzando quelle presenti negli ospedali. Ma ad oggi si sta procedendo senza problemi ad effettuare le vaccinazioni".

"Sulle scuole - conclude Bonsignore - come Ordine dei medici, sia a livello provinciale che regionale, abbiamo sempre avuto le idee chiare: le scuole sono e devono restare chiuse, proseguendo con la didattica a distanza perché non è tanto il momento in cui gli studenti sono seduti in classe a rappresentare un rischio quanto piuttosto tutto ciò che ruota intorno al momento in classe. Naturalmente stiamo parlando di scuole medie e superiori, perché capiamo perfettamente che per le elementari e le materne ci sia anche un valore sociale, visto che i genitori devono poter continuare ad andare al lavoro".