Tragedia al luna park di Spotorno, cinque giorni prima dell'incidente mortale un altro ragazzo aveva segnalato una scossa
di R.C.
Nuovi elementi dall’autopsia sul 16enne Alessio Colletti, folgorato dal calciometro. Un precedente episodio e le anomalie sull’impianto elettrico
Potrebbe esserci un precedente episodio, avvenuto appena cinque giorni prima della morte di Alessio Colletti, tra gli elementi destinati a essere approfonditi dagli investigatori nell’inchiesta sulla tragedia del luna park di Spotorno. Lo scrive il Secolo XIX.
Il 16 luglio scorso il sedicenne di Saronno, in vacanza in Liguria insieme a un amico e alla sua famiglia, è morto dopo essere stato colpito da una violenta scarica elettrica mentre si trovava al calciometro. Dalla documentazione collegata all’autopsia eseguita dalla dottoressa Isabella Caristo emerge però che, nei giorni precedenti, un altro minorenne avrebbe riferito di aver ricevuto una forte scossa entrando in contatto con la stessa attrazione.
Un elemento che potrebbe assumere particolare rilievo nell'ambito degli accertamenti sulla sicurezza del gioco.
La scarica dalle ginocchia - Dagli esami medico-legali sarebbe emersa anche una possibile ricostruzione della dinamica della folgorazione. L'elettricità che ha provocato la morte di Alessio potrebbe essere entrata nel suo corpo attraverso le ginocchia.
L'ipotesi è che, dopo aver calciato il pallone, il ragazzo sia caduto in avanti, finendo con le ginocchia a contatto con una componente metallica dell'attrazione. A rendere ulteriormente delicata la situazione potrebbe essere stata la presenza di acqua sul terreno.
Quel giorno, infatti, sulla zona si era abbattuto un acquazzone e alcune pozzanghere non si erano ancora asciugate. L'acqua avrebbe potuto favorire la conduzione della corrente, contribuendo alla gravità della scarica.
I soccorsi sono intervenuti rapidamente e il ragazzo è stato trasportato all'ospedale San Paolo di Savona, ma ogni tentativo di salvarlo si è rivelato inutile.
Due arresti e l'ipotesi di modifiche sulla scena - Nel frattempo l'inchiesta della Procura di Savona ha portato all'arresto di Maich Tavecchio e Samantha Grotto, marito e moglie e titolari dell'attrazione dei «seggiolini volanti» situata accanto al calciometro.
Per entrambi le contestazioni riguardano omicidio colposo e frode processuale. Gli interrogatori davanti al gip e al procuratore Ubaldo Pelosi sono previsti in Tribunale a Savona.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l'arresto sarebbe legato anche al sospetto che, dopo l'incidente, siano state apportate modifiche all'area nonostante il sequestro disposto dalla Procura.
La perizia affidata a Michele Tartaglia, ingegnere e docente del Politecnico di Torino, avrebbe infatti evidenziato alcune differenze tra la situazione fotografata immediatamente dopo la morte di Alessio e quella riscontrata successivamente. Tra gli elementi segnalati ci sarebbero cavi rimossi e oggetti spostati.
Un unico punto di alimentazione per due attrazioni - Un altro aspetto sotto esame riguarda l'impianto elettrico. Secondo quanto riportato nella perizia, il calciometro e i seggiolini volanti risultavano collegati alla medesima colonnina di alimentazione.
Gli accertamenti dovranno stabilire se questa configurazione fosse conforme alle prescrizioni e se abbia avuto un ruolo nella tragedia. L'ipotesi indicata dagli investigatori è che ciascuna attrazione avrebbe dovuto disporre di un collegamento autonomo alla rete elettrica.
Nel registro degli indagati, oltre ai due arrestati, figurano anche Gaspare Piccaluga, titolare del calciometro, assistito dall'avvocato Wilmer Perga; Luciano Ciamarone, architetto torinese che aveva effettuato la verifica annuale dell'impianto, difeso da Riccardo Magarelli e Graziano Minero; e l'ingegnere che aveva effettuato il collaudo nel giugno scorso, assistito dall'avvocato Carlo Boggio Marzet.
Il mistero del dispositivo salvavita - Tra gli interrogativi ancora senza risposta c'è quello relativo al sistema di sicurezza che avrebbe dovuto interrompere automaticamente l'alimentazione in caso di dispersione elettrica.
Gli investigatori dovranno stabilire se il dispositivo abbia funzionato correttamente, se fosse presente e correttamente configurato oppure se, per qualche ragione, non abbia interrotto il flusso di corrente.
Sarà soprattutto la perizia tecnica a fornire elementi utili per ricostruire il funzionamento dell'impianto e chiarire le eventuali responsabilità.
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