Carlo Felice, 25 aprile e Nervi: confronto acceso tra Federico Bogliolo e Gianni Pastorino

di Redazione

Il finanziamento al Teatro Carlo Felice, il futuro del Festival di Nervi e le polemiche sul 25 aprile diventano il terreno di un confronto serrato ma articolato tra esponenti di maggioranza e opposizione in Consiglio regionale, tra richiami alla responsabilità istituzionale e visioni politiche differenti.

Carlo Felice – Il Consiglio regionale ha approvato il contributo da un milione di euro al Teatro Carlo Felice, nodo centrale della discussione. Gianni Pastorino (Lista Andrea Orlando Presidente) si è astenuto, spiegando una posizione tecnica: “Non è una questione di essere pro o contro la cultura, ma di capire la sostenibilità strutturale dei finanziamenti”.

Il consigliere ha sottolineato come le fondazioni lirico-sinfoniche vivano difficoltà croniche e necessitino di una programmazione stabile, non emergenziale. “Il Carlo Felice è una struttura complessa che va sostenuta in modo razionale”, ha aggiunto.

Cultura – Al centro del dibattito anche il ruolo degli enti locali nel sostegno economico al teatro. Pastorino ha evidenziato come Regione e Comune già contribuiscano con risorse rilevanti, ma ha richiamato la necessità di maggiore equilibrio nella gestione delle spese.

Gestione – Critiche sono state rivolte anche ad alcune scelte organizzative del passato, in particolare sull’acquisto di strutture e spazi logistici. “Ci sono spese che destano preoccupazione rispetto alla continuità del teatro”, ha osservato Pastorino.

Nervi – Il confronto si è spostato sul Festival Internazionale di Nervi. Federico Bogliolo (Vinci Liguria) ha espresso soddisfazione per il contributo regionale, ma ha segnalato criticità: “Nel 2026 il Festival non ci sarà, e questo è un dato politico rilevante”.

Prospettive – Bogliolo ha proposto una revisione del format, suggerendo un evento più ampio e sostenibile: musica, prosa e danza, con maggiore anticipo organizzativo e attenzione ai dati economici.

25 aprile – Ampio spazio anche alle polemiche sulla Festa della Liberazione. Pastorino ha difeso il diritto alla contestazione in piazza: “Le piazze sono vive, finché non c’è violenza il dissenso è legittimo”.

Identità – Bogliolo ha invece criticato alcune frasi istituzionali ritenute divisive, mentre Pastorino ha ribadito il valore unitario del 25 aprile, richiamando la Resistenza come patrimonio condiviso.

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