Tiro Incrociato del 28/01/2026 - Scontro in consiglio comunale e tensioni politiche: il caso Mascia-Salis accende il dibattito
di R.C.
Dalla bagarre in aula sul presunto lapsus di Mario Mascia allo scontro con la sindaca Silvia Salis, fino ai temi Regeni e infrastrutture, il confronto politico a Genova si infiamma.
Questa sera a Tiro Incrociato si affrontano diversi temi legati al Comune di Genova. In studio Fabio Gregorio, consigliere comunale del PD, e Mario Mascia, consigliere comunale di Forza Italia.
Al centro del dibattito la notizia, circolata da ieri su web e giornali, relativa al consiglio comunale che si è chiuso in bagarre. La sindaca Silvia Salis, a un certo punto, ha abbandonato l’aula chiedendo alla giunta e alla maggioranza di fare lo stesso. Una reazione che sarebbe stata scatenata da una dichiarazione di Mario Mascia, accusato di aver pronunciato parole che hanno fatto degenerare la situazione.
Mascia parla di un fraintendimento e di un errore in buona fede: "Sono arrivate gravissime offese nei miei confronti e verso tutti i capigruppo del centrodestra. Noi consiglieri siamo stati bollati come assassini e lo Stato di Israele come responsabile di genocidio. La discussione riguardava un ordine del giorno straordinario sull’apertura di un corridoio giordano alternativo a quello presidiato dall’autorità israeliana. Nell’esordio del mio intervento ho chiamato erroneamente il consigliere Kaabour con il nome di Hannoun: per me è stato un lapsus. La sindaca ha avuto una reazione scomposta e sproporzionata". E aggiunge: "È successo più di una volta, ma non l’ho fatto per ironia. Credo sia un episodio da archiviare rapidamente, senza strascichi. Non ci interessa abbassare così il livello del confronto politico".
La replica di Gregorio è netta: "Dovresti ammettere che questa volta la tua ironia è stata forzata e palesemente voluta, e che ci fossero già state altre allusioni. Non è stato un semplice lapsus. Non accettiamo lezioni dal centrodestra su cosa significhi memoria e antifascismo: la cosa migliore sarebbe stata chiedere scusa". Lo scontro si estende anche al nome e alla figura di Hannoun citata durante il dibattito, rispetto alla quale Mascia esprime comunque solidarietà.
Nella seconda parte si affronta il tema dello striscione “Verità per Giulio Regeni” esposto a Palazzo Tursi, definito dalla sindaca un impegno pubblico e istituzionale. Il PD sottolinea il valore simbolico dell’iniziativa: non solo vicinanza alla famiglia, ma all’intero Paese. Dal centrodestra arriva una posizione articolata: "Chiediamo verità e giustizia per questo ricercatore, rapito e ritrovato in condizioni disumane. Tuttavia, i governi che si sono succeduti sono stati molteplici: eventuali ritardi nell’accertamento della verità non possono essere attribuiti solo all’attuale governo guidato da Giorgia Meloni".
L’ultima parte della puntata si concentra su temi infrastrutturali e locali: l’inceneritore, la viabilità in Val Polcevera e il progetto del tunnel subportuale.
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