Sicurezza nei vicoli di Genova, residenti e commercianti dopo la lunga estate: "Non ci sentiamo più sicuri"

di Filippo Serio

Il presidio alla Darsena, secondo alcuni cittadini, avrebbe migliorato la situazione nella zona ma spostato parte delle criticità nei vicoli vicini

Dopo un’estate segnata da polemiche, incontri e interventi sul tema della sicurezza, nel centro storico di Genova resta forte la preoccupazione di chi vive e lavora nei vicoli.


A raccogliere il malcontento è il neonato gruppo “Angeli del Centro Storico”, formato da cittadini e commercianti che chiedono maggiore attenzione da parte delle istituzioni.


«La situazione non è migliorata, ma è peggiorata», sostiene Maura Olmi, portavoce del gruppo. «L'unico miglioramento che abbiamo visto riguarda la Darsena, dove il presidio fisso ha certamente contribuito a migliorare la situazione. Ma, secondo la nostra percezione, alcune delle problematiche si sono semplicemente spostate nei vicoli adiacenti».


Olmi parla in particolare della presenza di spacciatori e persone tossicodipendenti, che, a suo giudizio, sarebbe aumentata. E sottolinea la necessità di mantenere alta l'attenzione sul centro storico: «Non vogliamo accusare nessun partito. Vogliamo semplicemente che il grido di aiuto che arriva da questa parte della città venga ascoltato».


«Il problema c'è anche di giorno»

Tra le voci più preoccupate ci sono quelle dei commercianti. Greta Giordano, titolare di un'attività in via San Luca, racconta di una situazione che, secondo la sua esperienza, condiziona direttamente il lavoro quotidiano.


«Chiediamo un aiuto concreto e presidi che ci permettano di andare avanti», dice. «Altrimenti molte attività rischiano di arrivare alla chiusura».


Giordano racconta anche di essersi trovata, in un'occasione, a chiudersi a chiave all'interno del negozio per timore di una situazione degenerata. «Tra alcol, droga e caldo, quest'estate è stato un delirio», afferma.


Secondo la commerciante, le difficoltà non riguardano soltanto la notte: «Succede di giorno e di notte. Le situazioni problematiche iniziano già dalla tarda mattinata».


La commerciante riferisce inoltre di essere stata testimone di un'aggressione ai danni di un collega, avvenuta dopo un tentativo di furto di frutta, e racconta di aver ricevuto a sua volta un episodio che interpreta come intimidatorio.


«Non basta illuminare i vicoli»

A sottolineare le difficoltà del commercio è anche Manuela Facco, presidente del CIV Ripamaris, che rappresenta le attività di Sottoripa.


«Quando i numeri diventano elevati, non si può più parlare soltanto di percezione: il problema diventa tangibile», afferma.


Secondo Facco, alcune zone del centro storico vengono ormai percorse meno e questo finisce inevitabilmente per ripercuotersi sulle attività commerciali.


Illuminazione, pulizia e decoro restano importanti, ma «non sono sufficienti», sostiene. Anche la presenza delle forze dell'ordine, a suo giudizio, dovrebbe essere rafforzata.


«I presidi fissi in alcune zone rischiano di essere conosciuti dagli spacciatori prima ancora che dai cittadini», osserva Facco. «E così il fenomeno tende a spostarsi all'interno dei vicoli».


Le segnalazioni e la richiesta di interventi

Uno dei temi ricorrenti nelle testimonianze è quello delle segnalazioni alle forze dell'ordine.


Una delle commercianti racconta di aver effettuato diverse chiamate per segnalare la presenza di gruppi di persone nei vicoli. «A volte non sono nemmeno venuti», riferisce, spiegando che le sarebbe stato suggerito di continuare a presentare esposti e raccogliere segnalazioni.


La stessa commerciante racconta inoltre di aver segnalato più volte una persona che, a suo dire, stazionava abitualmente in via San Luca. Dopo un intervento delle forze dell'ordine, racconta, la persona sarebbe stata nuovamente vista nella zona poco tempo dopo.


Sono episodi che, nella percezione di chi vive e lavora nel quartiere, alimentano la sensazione di un problema non risolto.


«Non siamo contro nessuno»

Gli “Angeli del Centro Storico” rivendicano la propria autonomia politica.


«Non siamo collegati a nessun partito e non siamo l'opposizione all'attuale giunta», precisa Olmi. «Siamo cittadini che chiedono diritti garantiti dalla Costituzione. Vogliamo che le istituzioni ci ascoltino e intervengano concretamente per restituire alla città decoro, sicurezza e vivibilità».


Il gruppo ha chiesto un incontro con l'amministrazione comunale, ricevendo dalla segreteria della sindaca una risposta negativa legata agli impegni in agenda. Gli esponenti del movimento spiegano comunque di voler mantenere aperto il dialogo.


«Non siamo contro, siamo per migliorare questa città e vogliamo farlo anche insieme a chi la governa», sottolineano.


Tra le richieste indicate dal gruppo ci sono una maggiore illuminazione, pulizia regolare delle strade e soprattutto interventi strutturali sul fenomeno dello spaccio e sulla presenza di persone tossicodipendenti.


Una voce diversa: «In passato alcuni problemi furono risolti rapidamente»

Nel corso dell'intervista interviene anche Luigi, residente nel centro storico, che propone un confronto con il passato.


«Quando c'era la precedente amministrazione, la situazione era simile, se non peggiore», sostiene, ricordando alcuni interventi che, a suo giudizio, avrebbero portato alla rapida scomparsa di mercati abusivi, vendita di merce contraffatta e accampamenti sotto i portici.


Luigi insiste anche sull'importanza della manutenzione e della vivibilità del centro storico: «Il centro deve essere tenuto pulito e deve essere abitato».


E guarda anche al futuro della città, collegando la sicurezza alla capacità di attrarre residenti, turisti e investimenti: «Bisogna avere una visione di quello che Genova vuole diventare tra quattro, cinque, dieci anni».


Il punto

Dalle testimonianze raccolte emerge un quadro di forte preoccupazione da parte di una parte di residenti e commercianti del centro storico. La percezione è quella di una sicurezza ancora insufficiente e di fenomeni che, secondo gli intervistati, tenderebbero a spostarsi da una zona all'altra dei vicoli.


Il presidio della Darsena viene indicato come un intervento positivo, ma ritenuto non sufficiente a risolvere il problema complessivo. Al centro delle richieste ci sono più controlli, maggiore illuminazione e pulizia, ma soprattutto una strategia strutturale capace di affrontare sicurezza, degrado, spaccio e vivibilità.


Gli “Angeli del Centro Storico” chiedono quindi un confronto diretto con le istituzioni. Il loro messaggio, al di là delle posizioni politiche, è chiaro: chi vive e lavora nei vicoli vuole tornare a sentirsi parte di una città sicura, vivibile e capace di guardare al proprio futuro.

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