Sicurezza a Genova, il SIAP scarta l'ipotesi esercito. Traverso: "I pattuglioni hanno già fallito in passato"
di Redazione
Si torna a parlare di sicurezza a Genova e in particolare dell'ipotesi di presidi sul territorio da parte dell'esercito. Ipotesi scarartata dal SIAP (Sindacato italiano Appartenenti Polizia) che afferma attraverso le parole del segretario regionale Roberto Traverso: "Sono sconcertato da chi continua a proporre l’Esercito come soluzione ai problemi di sicurezza di Genova. Non è una risposta: è l’estremizzazione di una politica dei “pattuglioni” che va avanti da oltre dieci anni e che ha già dimostrato tutti i suoi limiti. I “pattuglioni”, oggi spesso definiti operazioni “ad alto impatto”, possono avere una funzione immediata, ma il loro effetto è inevitabilmente effimero se non sono inseriti in una strategia strutturale. Adesso si propone di fare un ulteriore passo: militarizzare il territorio. Ma c’è un problema tecnico che non può essere ignorato: più soldati in strada non significa più poliziotti disponibili per le indagini. Anzi, più militari vengono impiegati nei dispositivi territoriali, più è necessario garantire coordinamento, raccordo operativo e gestione degli interventi da parte delle Forze di polizia. Quindi il rischio è di utilizzare altri poliziotti per coordinare ciò che fanno i militari, invece di rafforzare direttamente commissariati e uffici investigativi."
Più risorse per le forze della polizia, è il mesasggio di Traverso: "I commissariati hanno bisogno di risorse per fare prevenzione, repressione e soprattutto investigazione. L’Esercito non può diventare la risposta strutturale a una politica dei “pattuglioni” che ha già fallito. La strada è un’altra: coordinare tutte le risorse disponibili sul territorio. Il SIAP sostiene da anni i Patti per la sicurezza urbana previsti dal DL 14/2017, affinché Forze di Polizia, Polizia Locale, sicurezza complementare e Guardie Giurate, quando possibile, e il vasto mondo di CIV, associazioni e comitati possano essere messi a sistema, ciascuno nel rispetto delle proprie competenze. È questa la vera sfida: più coordinamento, più investigazione, più organici. E non dimentichiamo un altro aspetto. Se Genova e la Liguria ricevono meno agenti in uscita dalle scuole di Polizia e meno risorse rispetto alle necessità, dobbiamo anche chiederci quanto la politica regionale abbia realmente rivendicato queste risorse. Lo dico da anni: la Regione Liguria non ha mai preso sufficientemente sul serio il tema della sicurezza dell’intero territorio regionale, nonostante una presenza e un’infiltrazione della criminalità organizzata di tipo mafioso che non possiamo ignorare. Non risultano, con la necessaria continuità, prese di posizione formali di chi governa la Regione per chiedere al Dipartimento della Pubblica Sicurezza maggiori risorse per la Liguria, salvo alcune lodevoli interrogazioni regionali e parlamentari. Non è una questione di destra o di sinistra. È una questione di conoscenza tecnica e di responsabilità istituzionale. Genova non ha bisogno di una nuova escalation di pattuglioni estremizzati al punto da chiedere la militarizzazione del territorio. Ha bisogno di Polizia, investigazione, coordinamento e una vera politica di sicurezza urbana. Prefetto e Sindaco devono finalmente assumersi la responsabilità di costruire i Patti per la sicurezza. Il SIAP lo sostiene da anni e continuerà a fare la propria parte."
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