Sampdoria, Giampaolo: "Dritti all'obiettivo, conta solo il presente"

di Marco Innocenti

A Spezia rientra Ekdal. Quagliarella non ce la fa, assenti anche Audero, Yoshida, Verre e Colley

Sampdoria, Giampaolo: "Dritti all'obiettivo, conta solo il presente"

Conferenza stampa via Zoom per Marco Giampaolo, pronto a tornare in campo con addosso i colori della Sampdoria in vista della gara di campionato contro lo Spezia. "Sono stato accostato diverse volte alla Sampdoria - ha detto Giampaolo - poi non si è mai concretizzato. Non per una mancanza di volontà. La mia disponibilità l’ho data sempre. Alcune cose si potevano fare in altre no. Per quanto riguarda la possibilità di rientrare in corsa è una valutazione che ho fatto durante a questa stagione, in riferimento a quelle che sono state le altre proposte e che ho declinato. La Sampdoria esce fuori da questo tipo di logica. Tre anni vissuti qui mi hanno messo in condizione di conoscere dirigenti, calciatori, tutte cose che hanno avuto un peso determinante. Non è un ricominciare è un riprendere il filo. È stato naturale".

"Il morale che ho trovato era basso - ha aggiunto - ma è andato via via scemando dopo ogni allenamento. Inevitabilmente bisogna farselo scivolare addosso e metterlo da parte. Per quanto riguarda il resto dell’ambiente ho trovato un ambiente più gioioso rispetto ai calciatori. Poi devo dire che la situazione si è normalizzata. Ho parlato con qualche calciatore ma è stato come riannodare un filo che entrambi avevamo, non c'è da costruire rapporti nuovi. E' bastato poco. Mi conoscono e io conosco loro. Dovremo approfondire solo la conoscenza con 4 o 5 ragazzi con i quali non ho mai lavorato. Il mio è un po' un finto-subentro: qui conosco quasi tutti e, come ho detto, è stato uno dei motivi che mi hanno spinto a dire sì".

"Poco prima di andarmene dissi a un dirigente, al termine di una partita vinta a gennaio, 'se mi prendete quel giocatore, arriviamo al quarto posto' - confessa poi Giampaolo - Questo per far capire cosa avremmo potuto fare a quei tempi, se le cose fossero andate in un'altra maniera. Sono sicuro che la Samp di allora, se fossero state fatte certe scelte, oggi sarebbe al livello dell'Atalanta. Oggi però noi dobbiamo ragionare nel breve periodo. Noi dobbiamo fare bene quello che è il nostro compito, il resto dovranno farlo altre figure istituzionali della società e non è il momento di parlare di questo. Io stesso ho firmato un contratto fino a giugno in base ai risultati. Ma nella mia testa c'è sempre il pensiero di riannodare quel discorso".

 "Domani giochiamo contro una squadra in salute, che ha fatto risultati importanti nelle ultime settimane. Ho detto alla squadra che la posta in palio è quella di domani, senza guardare lo stato in cui naviga la squadra avversaria. Bisogna uscire da questa logica. La posta in palio è importante e noi dobbiamo recitare il nostro ruolo. La sterilità offensiva e i troppi goal presi? Il primo obiettivo è recuperare tutti i giocatori che sono fuori: Colley, Yoshida, Verre, Damsgaard. Perché quando hai fuori certi giocatori, il valore della squadra può risentirne, specie nelle difficoltà. Detto questo, io credo che Quagliarella possa dare il suo contributo, spero di potergli far fare un lavoro più consono alle sue caratteristiche facendolo giocare più vicino alla porta ma credo che possa, anzi deve dare il suo controbuto. Caputo invece è un giocatore che mi è sempre piaciuto e lo avrei sempre voluto. Gabbiadini vive un momento brillante. Devo conoscere meglio Torregrossa ma in passato ha stuzzicato la mia curiosità. Credo che al meglio delle condizioni questo sia un buon reparto avanzato. Adesso giochiamo questa gara, recuperiamo qualche elemento e poi capiremo cosa fare per recuperare terreno".

Non si parla invece di mercato: "Ne parleremo dopo la partita di domani - ha detto Giampaolo - Domani scenderanno in campo i giocatori che abbiamo e non il mercato. Giochiamo la gara di domani, poi tireremo le somme e parleremo anche di mercato".