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Salone Nautico, la ministra De Micheli: "Aiutiamoci a spingere sulla competitività"

di Marco Innocenti

Bucci: "Genova ha dimostrato il suo coraggio". Toti: "Ora guardiamo al futuro"

Molti i messaggi lanciati dal palco dell'inaugurazione della 59esima edizione del Salone Nautico di Genova, così come molti sono i temi lanciati dalle autorità presenti. "Per andare per mare ci vuole coraggio - ha detto il sindaco Marco Bucci - e Genova, dal crollo del Ponte Morandi, ha dimostrato molto coraggio. Vogliamo che i visitatori che verranno a Genova a visitare il Salone, si innamorino del mare. La nostra deve essere sempre più la città della nautica. Ora siamo il primo salone del Mediterraneo, dobbiamo guardare avanti e puntare a diventare il primo salone d'Europa e competere con i saloni di tutto il mondo".

"Ricordo perfettamente - ha detto dal palco il governatore ligure Giovanni Toti - e con me anche molti altri, quando abbiamo inaugurato il Salone Nautico dello scorso anno. Era passato poco più di un mese dal Ponte Morandi, era il Salone dell'ottimismo e della volontà. Mi ricordo il clima e le sensazioni, c'era la speranza ma anche l'incertezza per il futuro. Oggi questo 59° Salone è la certezza della ragione che Genova ne è uscita più forte di prima per il lavoro di tutti, dal sindaco Bucci a tutti quelli che hanno collaborato con le istituzioni ma anche col governo che c'era prima. Oggi camminare in questo Salone ha un sapore particolare perché io mi ricordo le lacrime dello scorso anno. Oggi queste lacrime si sono asciugate".

"Ora dobbiamo guardare al futuro - ha aggiunto -  I numeri ci dicono non solo che la tragedia del Morandi, lasciando il ricordo delle 43 vittime, ha testimoniato i grandi sforzi, ma anche che è stata una grande scossa a questa città. Qui vediamo il più grande porto d'Italia, un pezzo della competitività di questo paese. Da questo porto però non dipende solo la vita economica di questa città ma anche un pezzo della competitività di tutto il paese. Dobbiamo avere un ministero dedicato alle tematiche del mare. Non possiamo avere un ministero che si occupa dei trafori delle Alpi e delle dighe dei nostri porti".

"Più tardi affronteremo alcune delle questione aperte col sindaco e il governatore - ha risposto la ministra Paola De Micheli - Credo che il tema delle infrastrutture e delle potenzialità di Genova è tornata alla ribalta dopo la tragedia del Ponte Morandi ma anche dopo i fatti della mareggiata dell'autunno scorso. Ricordo l'incontro con gli operatori del turismo in ginocchio a fine ottobre, ricordo quello con gli imprenditori della zona arancione. E vedere la città risollevarsi è un merito dei genovesi, delle istituzioni ma io credo ci racconti anche una grande storia di possibilità. Nonostante i sospetti che accompagnano ogni nomina di una donna, i pregiudizi anche, il mandato che ho con la mia squadra è quello di fare le cose e non di aspettare. E' questo il mandato che abbiamo e la ministra è qui per affrontare i nodi senza nasconderci, per farlo bene e velocemente".

"La cosa più complicata sulle infrastrutture sarà quella di tenere insieme la questione della velocità con quella della sicurezza - ha proseguito la ministra - Parlo di quella dei cantieri per chi ci lavora e per chi deve pagarli questi cantieri, di sicurezza quando l'opera arriva ad essere completata. Sulla sollecitazione del presidente Toti sulla possibilità di avere un ministero del mare, dico che avere una visione complessiva sulle esigenze infrastrutturali del paese non è sbagliato. Comprendo l'esigenza della settorialità ma non vi nego che tenere insieme le esigenze di tutti i tipi di infrastrutture, può essere una grande opportunità. Aiutiamoci a spingere sempre più in là la nostra capacità di essere competitivi".