Martedi, 21 maggio 2019  

Rixi avverte il M5s: “Se bloccate i cantieri non possiamo andare avanti”

Il viceministro a muso duro sulla richiesta di dimissioni in caso di condanna. "A rischio il nodo ferroviario"
2019-05-18T13:21:52+00:00

Le dimissioni di Rixi? “Faccio il vice ministro perché me lo ha chiesto Salvini, per me non è un problema né dare le dimissioni né non dare le dimissioni. Quello che a me non piace lo sto vedendo spesso nelle commissioni parlamentari, dove loro chiamano alcuni provvedimenti ‘sblocca cantieri‘ e poi fanno di tutto per bloccarli”.

La tensione è sempre più alta nel Governo gialloverde e a dirlo è anche la risposta di Edoardo Rixi alle dichiarazioni filtrate dal M5s  sul fatto che in caso di condanna nella vicenda ‘spese pazze’, riferita ai trascorsi da consigliere regionale, dovrebbe lasciare il Governo.

Più grave bloccare i cantieri, dice Rixi. E a rischio c’è di nuovo il nodo ferroviario di Genova. “Uno degli emendamenti portati avanti dalla Lega era quello di unificare il nodo di Genova con il Terzo valico: formalmente erano tutti d’accordo. E’ stato stralciato, lo ripresenteremo. Per noi è fondamentale che l’alta velocità in questo paese non si blocchi e che i porti siano collegati a dei sistemi logistici per superare un gap che sta bloccando il Paese da più di 10 anni. A me interessa battermi su questo, quello che farò io meno”.

E ha aggiunto: “Credo che se lo sblocca cantieri finirà per bloccare le opere non possa andare avanti. Mi auguro che nel momento in cui abbiamo un accordo di governo che prevede che dobbiamo aumentare il numero dei cantieri non ci sia nessuno che pensi di andare nella direzione opposta. A me interessa questo, non le mie sorti da viceministro che sono ininfluenti per lo sviluppo economico e sociale del Paese”.

Che il clima sia rovente lo ammette anche il segretario leghista ligure, che parla addirittura di Vietnam: “Ognuno fa la campagna elettorale come crede, noi cerchiamo di risolvere i problemi, altri la fanno attaccandoci. Quando si governa insieme si deve essere un acies, una schiera compatta. Questo è un governo che ha molti nemici fuori e dentro il Paese. E’ chiaro che nel momento in cui si vive nel Vietnam e sono i tuoi amici che sperano che le cose vadano male non è facilissimo tenere la barra dritta. Mi auguro che dopo l’instabilità generata dalla campagna elettorale delle europee si riesca a ritrovare una serenità”.

E poi: “A me han dato molto fastidio le affermazioni negli ultimi giorni contro il ministro Salvini, e anche oggi, quando si dice che vogliamo la gestione della quasi totalità del Paese. Mi sembra che nei regimi totalitari usino strumenti che forse sono più vicini all’ideologia dei 5 Stelle che non alla nostra”.

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