Ritardi nell'intermodalità e spinta digitale: il rapporto Contship Italia-SRM sull'export italiano

di Marco Innocenti

I risultati della ricerca sull'efficienza dei corridoi logistici di 400 imprese manifatturiere

Il Gruppo Contship Italia e SRM - Studi e Ricerche per il Mezzogiorno hanno reso noti i risultati del terzo report sull'efficienza dei corridoi logistici per i carichi containerizzati, prendendo in esame la situazione di 400 imprese manifatturiere con sede in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, le tre regioni che, da sole, compongono ben il 53,2% dell'export italiano e rappresentano, con i loro circa 730 miliardi, il 40,6% del Pil nazionale. Quest'anno, il report ha mantenuto un focus sulla sostenibilità e ha esteso il suo spettro anche alla digitalizzazione e al modo in cui le aziende hanno risposto a COVID-19.

Dall'analisi emerge che, fra i porti italiani, quello di Genova mantiene anzi consolida il suo primato, vedendo crescere il numero di imprese che fanno transitare le proprie merci in export sotto la Lanterna: erano l'80% nel 2019, sono state l'85% nel 2020. Al secondo posto, molto staccato, il porto di Venezia, che dal 19 balza però al 33% mentre al terzo posto scende La Spezia, dal 25 al 17%.

Più nel dettaglio, dalla Lombardia è il 98% delle imprese esporta su Genova, il 17% su La Spezia e appena l'1% su Venezia, con una percentuale generale di utilizzo del trasporto intermodale del 20%, contro l'80% del mare-gomma. Dal Veneto, invece, l'utilizzo dello scalo genovese scende al 69%, con Venezia che sale al 54%, Trieste al 22% e La Spezia al 16% e qui l'intermodale scende addirittura al 3%. Situazione simile anche in Emilia Romagna, con l'intermodale che recupera ma solo fino al 7%, contro il 93% del trasporto su gomma. Per quanto riguarda i porti di esportazione, Genova torna a farla da padrone con il 93%, Venezia al 46%, Ravenna al 22% e La Spezia al 18%. 

Ecco invece lo scenario per quel che concerne l'importazione. In Lombardia, tutte le imprese importano scalando su Genova mentre solo il 4% importa anche dal porto della Spezia, con una scelta intermodale che si ferma all'8% appena. Non va meglio in Veneto, dove il rapporto ferro-gomma vs gomma si attesta al 9:1: 90% gomma e 10% intermodale. Il porto di predilezione resta Genova, scelto dal 79% delle aziende, seguito da Venezia col 46%, con Trieste e La Spezia scelto dal 15% delle aziende. Dati molto simili in Emilia Romagna: Genova è scalato dal 79% delle aziende, Venezia dal 45%, seguono Ravenna col 27% e La Spezia col 21%. Segnali incoraggianti arrivano però dall'intermodalità, scelta dal 17% delle aziende, contro l'83% che sceglie il trasporto su gomma,

Dati che confermano il preoccupante calo della percentuale di imprese che si affida al trasporto intermodale mare-ferro-gomma anziché al classico mare-gomma: dal 19% del 2019 si è progressivamente scesi al 10% del 2020 mentre cresce la percentuale di aziende che, in export, si affida alla Resa Ex-Works, il cosiddetto Franco Fabbrica. Nel 2019 era il 64%, nel 2020 è stata il 79%.

Immancabili, nell'analisi del report, gli effetti della pandemia Covid. Facilmente comprensibile e prevedibile la spinta data ai processi di digitalizzazione e alla salute sull'ambiente di lavoro: il 47% delle aziende intervistate dà un'alta importanza agli investimenti in digitalizzazione, mentre questa percentuale sale addiruttra al 56% se si parla di sicurezza sul luogo di lavoro.

Il report 2020 evidenzia poi una crescita dell'importanza attribuita alla sostenibilità ambientale: circa il 37% delle aziende intervistate ritiene che i propri clienti siano altamente sensibili alla sostenibilità ambientale, rispetto al 19% dell'edizione 2019 del report mentre addirittura il 52% degli intervistati ritiene che i propri clienti saranno o diventeranno altamente sensibili alle questioni di sostenibilità, nei prossimi due anni. I settori più sensibili in questo campo si sono dimostrati quelli chimico e farmaceutico, con percentuali che vanno dal 79 al 63%.

"Fin dalla sua genesi - ha commentato il Marketing Manager di Contship Italia Group, Alessandro Placa - Contship Italia ha lavorato a stretto contatto con il nostro partner SRM su questo progetto annuale, con l'obiettivo di monitorare l'efficienza logistica delle tre principali regioni manifatturiere italiane. Lo studio spera inoltre di costruire una banca dati che aiuti a tracciare e comprendere il ruolo strategico della logistica in aziende con variabili diverse. Ci auguriamo che i risultati chiave rivelati nella terza edizione del nostro report offrano dati e approfondimenti interessanti agli stakeholder e traccino un percorso per costruire resilienza e recupero attraverso la sostenibilità e la digitalizzazione in un mondo post-COVID".

"La logistica e il settore marittimo - ha aggiunto Alessandro Panaro, Head of Maritime & Mediterranean Economy di SRM - svolgono un ruolo fondamentale nel mantenere in movimento le nostre merci durante la pandemia. La pandemia infatti ha favorito la discussione sulla costruzione di un sistema logistico e di corridoi più resilienti e competitivi. Ci auguriamo che il nostro studio aumenti la comprensione del pubblico su questo argomento e fornisca informazioni utili su come possiamo migliorare".

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