Per le piccole e medie imprese che vogliono continuare ad accedere al credito e competere nei mercati internazionali, le informazioni di sostenibilità restano un elemento strategico. Questo vale anche dopo i cambiamenti introdotti dal Pacchetto Omnibus I (direttiva UE 2026/470 del 24 febbraio 2026, pubblicata sulla Gazzetta Ue il 26 febbraio e in vigore dal 18 marzo), che ha ridotto il perimetro delle aziende obbligate alla rendicontazione di sostenibilità.
Il rinvio e il ridimensionamento degli obblighi normativi non eliminano infatti l’importanza dei dati ESG. Al contrario, l’utilizzo di indicatori di sostenibilità – anche in forma semplificata – può facilitare il dialogo con banche e istituti finanziari, che continuano a considerare questi parametri nella valutazione del rischio e nella concessione del credito.
In questo contesto, per le PMI dotarsi di strumenti di misurazione e comunicazione delle proprie performance ambientali, sociali e di governance rappresenta non solo un adempimento potenziale, ma anche una leva competitiva per rafforzare la propria credibilità finanziaria e l’accesso ai mercati.

