Nuovo Ferraris, Caricci (Associazione Club Genoani) a Tursi: "Follia ridurre la capienza, non approveremo mai questo progetto"

di Filippo Serio

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Suggerita l'eliminazione dei seggiolini per aumentare significativamente la capienza: "Per ogni seggiolino tolto potrebbero starci quasi due persone in piedi".

Nuovo Ferraris, Caricci (Associazione Club Genoani) a Tursi: "Follia ridurre la capienza, non approveremo mai questo progetto"
 

Il presidente di ACG, Paolo Caricci, boccia senza mezzi termini il progetto dello stadio così come è stato presentato, contestando soprattutto la riduzione dei posti popolari. «C’è una follia a spendere 100 milioni per uno stadio e ridurre anche sensibilmente i posti popolari», sostiene Caricci, secondo cui esisterebbero soluzioni alternative già adottate in diversi Paesi europei.

Il riferimento è alla possibilità di eliminare i seggiolini nelle curve, consentendo agli spettatori di assistere alle partite in piedi attraverso sistemi di sicurezza adeguati. Una soluzione già sperimentata, ricorda Caricci, «in Germania, in Olanda, in Belgio e in tanti altri Stati». L'eliminazione dei seggiolini, secondo il presidente di ACG, permetterebbe di aumentare significativamente la capienza delle gradinate: «Per ogni posto di seggiolino tolto potrebbero starci quasi due persone in piedi».

L'obiettivo sarebbe quindi quello di arrivare a una capienza complessiva di circa 36-38 mila spettatori, evitando al tempo stesso la perdita dei posti prevista dall'attuale progetto. «Con gli stessi soldi, cambiando questa legge, si aumenterebbe la capienza», osserva Caricci.

Il presidente di ACG sottolinea inoltre di non essere mai stato coinvolto nel percorso di progettazione. «Non siamo mai stati coinvolti. Anche oggi ci siamo presentati noi, non è che qualcuno ci abbia invitato», afferma. La presenza all'incontro è stata dunque una scelta autonoma, dettata dalla volontà di portare proposte e idee al tavolo con tutti gli attori coinvolti.

Il nodo principale, secondo Caricci, è la normativa nazionale. Ma proprio l'esistenza di precedenti europei potrebbe rappresentare la strada per una modifica. «Siamo in Europa e dalle altre parti lo fanno: lo facciamo anche qua», è il ragionamento del presidente di ACG, che auspica un confronto tra istituzioni, federazione, società di calcio e forze dell'ordine per individuare una soluzione già sperimentata altrove.

La critica riguarda soprattutto la distribuzione dei posti: «Alla fine di tutto questo progetto, gli unici posti che vengono tolti sono i popolari». E per Caricci questo rappresenta un elemento inaccettabile.

La posizione dell'associazione, quindi, resta netta: «Lo stadio così come è stato progettato, noi non lo approveremo. Non avrà mai la nostra approvazione». L'auspicio è che prima di procedere si prendano in considerazione le alternative e si guardi alle esperienze degli altri Paesi europei. «Forse questa volta sarebbe meglio che imparassimo un po’ noi da loro», conclude Caricci.

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