Genoa, De Rossi: “Nel primo tempo dovevamo fare tre gol. Gli episodi non ci hanno aiutato, ma non ho dubbi che ci salveremo”

di Luca Pandimiglio

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Genoa, De Rossi: “Nel primo tempo dovevamo fare tre gol. Gli episodi non ci hanno aiutato, ma non ho dubbi che ci salveremo”

Le parole di Daniele De Rossi nel post partita di Genoa-Frosinone terminata con il punteggio di 1-1:

“Non mi sembra giusto dire che è una squadra con poca personalità. È una squadra che ha fatto la sua partita. Secondo me, nel primo tempo, per andare in vantaggio abbiamo creato le occasioni. Abbiamo preparato una partita molto verticale, sapendo le loro caratteristiche di aggressività e di uomo contro uomo. Quindi non abbiamo visto il solito gioco che a volte abbiamo fatto: siamo andati molto in verticale e, secondo me, davanti siamo stati bravi a tirare palla. Abbiamo fatto una partita di grande sacrificio.

Oggi, più che mai, gli episodi non ci sono girati a favore. Fa parte di un percorso, fa parte del nostro gioco, dell’inserimento di alcuni giocatori, fa parte anche del momento. Dobbiamo andare avanti e lavorare. Però dire che i giocatori non hanno personalità o che la squadra non ha personalità mi sembrerebbe un po’ ingeneroso.

Se si parla di identità, è un altro discorso. Questo ve lo lascio dire, perché magari dipende da me. Secondo me oggi abbiamo trovato un avversario che, se avessimo giocato come giochiamo di solito, ci avrebbe creato problemi e avrebbe recuperato tanti palloni nella nostra metà campo, perché è quello che fanno di solito e lo fanno bene.

Io penso che nel primo tempo dobbiamo fare tre gol, dobbiamo fare tre gol facilmente. Se magari aveste visto una partita senza identità o senza personalità, siamo aperti alle critiche, positive e negative, perché i risultati portano anche questo. Però secondo me noi abbiamo un’identità ben precisa, che crescerà in base alla conoscenza dei giocatori e anche all’entrata in condizione di alcuni giocatori arrivati da poco, che sappiamo avere dei minutaggi molto ristretti.

Messias ed El Shaarawy? Giudico positivamente la loro prestazione e il modo in cui sono entrati, anche per l’attenzione che hanno avuto. Stephan aveva un cliente molto scomodo, soprattutto quando è entrato Fini e sarebbe stato difficile per chiunque.

Per quanto riguarda Junior dall’inizio, è sempre lo stesso discorso. L’anno scorso lo abbiamo fatto giocare dall’inizio quando proprio non potevamo farne a meno. Ma, se posso, riesco a tenerlo in panchina per l’ultima mezz’ora, per il secondo tempo, perché sta meglio. Il suo fisico, però, a volte, quando lo abbiamo stimolato troppo dal punto di vista del minutaggio, ne ha risentito.

Sul rigore di Colombo? Il discorso dei rigori è lo stesso. Abbiamo provato tanti giocatori in queste settimane, ogni giorno, alla fine dell’allenamento. Se devo pensare a un rigore sbagliato in allenamento negli ultimi dieci giorni, devo andare indietro di non so quanto tempo. I rigori si tirano e si sbagliano. L’importante, secondo me è avere un’identità: avere un modo di calciarlo, un modo di rincorrere, un modo di partire e di tirare. A volte è buffo, ma ai giocatori succede così: se provi un rigore in allenamento, poi magari cambi completamente il modo di tirarlo. A volte ti fa pensare. Però sono stato giocatore, è successo anche a me. Adesso continueremo a provarli e continueremo a vedere anche altri giocatori che sanno tirarli.

Colombo ha fatto una grande partita, secondo me. Ha fatto una partita incredibile dal punto di vista dell’impegno, del tenere palla e del creare spazio per gli avversari. È ovvio che quello rimane un po’ come l’episodio evidente che ha pesato, ma sono soddisfatto delle sue prestazioni.

Su Marcandalli? Ha avuto un cliente tanto, tanto difficile. È stata una partita molto verticale, dove devi stare sempre ad accorciare, tornare indietro, accorciare, andare indietro. Alla fine lo vedevo che era un po’ cotto, ma i cambi erano quelli. Mi ha chiesto il cambio Sow, aveva i crampi anche Ellertsson, quindi dovevo scegliere i cambi da fare e lui è rimasto in campo. Penso che abbia sofferto soprattutto verso la fine, quando ci siamo un po’ allungati. La voglia di fare gol ci ha fatto prendere un po’ di fretta e di frenesia, ci ha fatto trovare un po’ disordinati. È stato l’unico momento, secondo me, in dieci minuti, in cui abbiamo sofferto e rischiato. Per il resto penso che abbia fatto la partita come tutti gli altri: una partita di grande sacrificio, di grande verticalità e di fatica.

Su Meichtry? È entrato benissimo e ha fatto veramente un’altra partita importante e deve farmi riflettere questa cosa, perché è entrato veramente molto bene. Soprattutto sulla prima palla ha tirato subito in porta. Non so dove sarebbe finita quella palla, ma come attitudine e atteggiamento è sempre pronto a determinare. È un giocatore di grande passo e di grande utilità, perché sa giocare in tutti i ruoli e li fa con grande intensità. Secondo me ci darà una grandissima mano e avrà più spazio in futuro.

Per quanto riguarda la Coppa Italia, anche per come abbiamo finito la partita e per come stavamo a fine gara, qualche cambio lo dovrò fare. Siamo pronti a vedere giocatori che hanno giocato meno, anche per correttezza, perché sono giocatori che possono essere importanti per noi.

Quello che dobbiamo fare noi è, come gruppo, rimanere uniti e rimanere saldi. Non ho dubbi che questa squadra si possa salvare. Non ho dubbi che questa squadra si salverà. Però capisco che questi momenti non fanno piacere a nessuno. Vogliamo arrivare a dare gioia ai nostri tifosi e a darcela anche da noi, perché ce lo meritiamo. È solo meglio per i nostri giocatori.

Durante la partita, ovviamente, come sempre ho dei segnali da parte dei giocatori. La partita è andata bene o male come mi interessava e come pensavo che sarebbe andata, perché contro questo avversario bene o male va così: o gli lasci la palla lì e vengono a rubartela, a strapparla dai piedi, perché sono molto aggressivi, oppure devi giocare — non dico a pallonate — ma molto verticale e molto lungo”.

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