Il nuovo brand ambassador Lanna: "La Sampdoria deve tornare ad avere il suo stile e i suoi valori. È sempre un piacere tornare a casa"
di Luca Pandimiglio
Presente all’inaugurazione del “Piazzale Paolo Mantovani” a Bogliasco, anche Marco Lanna, oggi brand ambassador della Sampdoria, che ha ricordato la figura dello storico presidente blucerchiato e gli insegnamenti che hanno accompagnato la squadra negli anni più importanti della sua storia.
Lanna, cresciuto nel settore giovanile della Sampdoria e protagonista della squadra di Mantovani, ha sottolineato soprattutto il valore umano di quell’esperienza: «Ha cresciuto un gruppo di ragazzi che sono diventati uomini, con dei valori molto importanti, in buona parte a merito suo».
Amicizia, passione, spirito di gruppo e la capacità di inseguire anche obiettivi apparentemente impossibili sono, secondo Lanna, alcuni degli elementi che hanno caratterizzato quella Sampdoria: «Il calcio è fatto di undici giocatori, ora anche di più, però in campo per raggiungere quell’obiettivo devi essere un gruppo molto forte. Devi aiutare i compagni, essere sempre a disposizione degli altri».
Ma il lascito di Mantovani, per Lanna, andava ben oltre il terreno di gioco. C'era uno stile preciso, riconoscibile dentro e fuori dal campo: «È sempre stata una squadra che non ha mai creato problemi a livello arbitrale, non ha mai creato problemi con interviste polemiche, perché lui voleva questo. Poi interveniva lui quando erano i momenti difficili, però in campo c’è sempre stata grande correttezza».
Lanna ha poi ricordato il proprio percorso personale, iniziato proprio nel settore giovanile blucerchiato: «Io arrivavo dalla Primavera, quindi ero un prodotto, un cucciolotto da crescere». Un percorso vissuto a Genova e all’interno di quella che l'ex difensore ha descritto come una vera e propria famiglia.
Un merito che Lanna attribuisce anche alla capacità di Mantovani di circondarsi delle persone giuste: «Paolo era bravissimo nello scegliere le persone di cui attorniarsi. Ogni volta che parlavi con Borea, con Boscov, andavi in sede a parlare con i ragazzi che lavoravano in sede, era veramente una grande famiglia e potevi sempre avere qualche insegnamento da tutti». Era un'atmosfera che si respirava in ogni settore della società: «Lo stile era univoco, in tutti i settori della società c’era quel modo di vivere, di pensare e lo respiravi. Quindi poi era naturale crescere con quel tipo di atmosfera».
Proprio per questo, secondo Lanna, riportare oggi quei valori all'interno della Sampdoria rappresenta una sfida complessa. «La grande problematica è che Paolo era unico, è stato unico», ha spiegato. «La voglia c’è, non sarà un processo a breve termine, però l’idea è quella di riportare quei valori e quello stile sia interno alla Sampdoria ma anche fuori, per trasmetterlo a tutti quanti».
Per Lanna si tratta anche di un ritorno a casa. Dopo aver lasciato la Sampdoria nel 1993, è tornato in blucerchiato in più occasioni: «È la terza volta che torno, perché poi sono andato via nel 1993, sono tornato nel 2002, sono ritornato nel 2022 e adesso sono nuovamente qua. Ritornare a casa è sempre piacevole, nei vari ruoli che ho avuto è sempre stato un piacere, con la grande voglia di fare bene».
Oggi la missione resta complessa, ma Lanna guarda al percorso con fiducia: «Le difficoltà sono tante, però credo che la Sampdoria debba tornare ad avere il suo stile, avere i suoi valori e deve essere una società riconoscibile proprio per questo».
E il messaggio finale è quello di chi vuole contribuire, nel proprio ruolo, a ricostruire un'identità: «Portiamo avanti questo progetto con calma, ma più rapidamente possibile».
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