Moda ecosostenibile, i batteri possono sostituire i coloranti chimici
di R.C.
L’azienda britannica Colorifix sta cercando un’alternativa attraverso la biologia. Il principio è simile alla produzione della birra
La tintura dei tessuti è una delle fasi più inquinanti dell’industria della moda: richiede grandi quantità di acqua ed energia e utilizza numerose sostanze chimiche che possono finire nei fiumi e negli oceani.
L’azienda britannica Colorifix sta cercando un’alternativa attraverso la biologia. Il principio è simile alla produzione della birra: i ricercatori inseriscono nei batteri le informazioni genetiche necessarie a produrre determinati pigmenti, poi li fanno crescere in appositi serbatoi di fermentazione.
Il colorante biologico ottenuto - scrive euronews - viene utilizzato per tingere i tessuti, riducendo il ricorso alla chimica tradizionale. Secondo Colorifix, per alcuni tessuti in policotone il sistema può consentire fino al 77% di risparmio d’acqua, al 51% di energia e al 31% di emissioni in meno.
La sfida non è però soltanto ambientale. I nuovi coloranti devono resistere al sole e ai lavaggi, non trasferirsi sulla pelle e garantire colori durevoli. Inoltre, naturale non significa automaticamente sicuro: l’azienda sottopone i propri pigmenti a test di citotossicità, irritazione e allergenicità.
Colorifix ha già sviluppato centinaia di colori, con un’offerta particolarmente ampia per il poliestere e ancora in crescita per cotone e altre fibre naturali.
L’obiettivo è sostituire una parte della chimica più inquinante della moda con un processo ispirato alla natura e alla fermentazione, rendendo la tintura dei tessuti meno pesante per acqua, energia e ambiente.
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