La protesta dei trattori: cosa può essere risolto, oggi, in Liguria?
di Gilberto Volpara
La terra impone concretezza: oltre la protesta, servono rimedi immediati
La protesta continentale e nazionale dei trattori, certamente, ha avuto il merito di riportare in prima pagina l'agricoltura e l'allevamento come non accadeva da anni. Tuttavia, la questione emersa nel centro d'Europa evidenzia obiettivi lontani da quelli dei piccoli produttori di Liguria.
L'esultanza per poter continuare a usare pesticidi è una vittoria in gran parte delle grandi aziende del Nord o di quelle della bassa Padana. L'utilizzo dei fitosanitari rappresenta una partita non irrilevante, tuttavia, i problemi giornalieri di contadini e allevatori dell'entroterra ligure si chiamano invasione di selvatici, moltiplicazione della burocrazia, ruolo non riconosciuto da una legge di custodi del territorio, concorrenza sleale sul prezzo delle materie prime che si abbatte sul prezzo finale del prodotto.
Allora, bene protestare per attrarre l'attenzione - venerdì in Vallescrivia possibile un ulteriore presidio degli operatori del settore - ma con la tipica concretezza che richiede il mondo della terra è giusto chiedersi quali rimedi immediati possano lenire le difficoltà degli allevatori mediante decisioni prese direttamente dalla politica regionale senza aspettare palliativi statali - come la riduzione dell'Irpef - su una scala troppo ampia in cui la Liguria conta poco o nulla nelle settimane della campagna elettorale per Bruxelles.
Una sintesi puntuale ed efficace viene declinata, a Telenord, con pacatezza da Giampaolo Risso. E' un allevatore genovese che ha creduto da decenni nel recupero e nella promozione della mucca Cabannina. La sua analisi è un manifesto sintetico per la politica ligure: quelle richieste possono essere in gran parte risolte direttamente in piazza De Ferrari.
Su telenord.it lo stralcio di un'intervista più ampia in onda nelle prossime puntate di Bevenuti in Liguria, la trasmisisone del mercoledì sera di Telenord.
Dare una risposta, subito, a tutto questo rappresenta la vera sfida di una politica realmente vicina al territorio e ai suoi custodi. Più forte di qualsiasi manifestazione. Altrimenti il rischio è quello che tutto finisca come dice Luca Torre, uno dei più esperti allevatori dell'appennino: "Ci portano al pascolo, ci fanno gridare mettendoci in prima pagina e, come sempre, nulla succede".
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