Italia, addio al Mondiale: la Macedonia del Nord vince 1-0 in pieno recupero

di Marco Innocenti

Il goal di Trajkovski gela i sogni azzurri: restiamo a casa per la seconda volta consecutiva

Italia, addio al Mondiale: la Macedonia del Nord vince 1-0 in pieno recupero

11 luglio 2021 - 24 marzo 2022: appena 256 giorni dopo il trionfo di Wembley l'Italia di Roberto Mancini incappa nella delusione più concente e deve dire addio al Mondiale. In Qatar, così come in Russia nel 2018, gli Azzurri non ci saranno. Ma stavolta, se possibile, la delusione è ancora maggiore perché ci presentavamo ai nastri di partenza da campioni d'Europa e, diciamocelo francamente, con un girone di qualificazione tutt'altro che impossibile.

Dopo aver lasciato il primo biglietto disponibile per il Qatar alla non certo irresistibile Svizzera, l'Italia di Roberto Mancini aveva davanti due gare da non fallire per evitare la beffa, con la grande incognita di una finale playoff nella quale con ogni probabilità avremmo dovuto vedercela con il Portogallo di CR7. E invece a fermare la rincorsa azzurra al sogno mondiale è stata la ben più modesta Macedonia del Nord, grazie ad un goal arrivato in pieno recupero, come nei migliori thriller dei maestri del brivido.

Due mondiali di fila da spettatori per un movimento calcio che, di mondiali, ne ha messi in bacheca ben quattro e che dopo il successo europeo pensava di essersi lasciato alle spalle la brutta disav-Ventura di cinque anni fa contro la Svezia. E invece... e invece eccoci di nuovo qua, a tirare le somme, a commentare, a cercare i colpevoli, a spiegare, perché "chi vince festeggia e chi perde, spiega".

Contro la Macedonia, così come accaduto in molte, troppe gare della fase di qualificazione, l'Italia è parsa specchiarsi nel suo bel gioco, fatto di passaggi sotto ritmo, di mancati smarcamenti, di palloni appoggiati sui piedi dei compagni di squadra, senza smarcamenti e spesso anche senza idee. E non è bastato a mister Mancini provare a cambiare gli interpreti in avanti, il risultato non è poi cambiato molto: poca precisione, poca concretezza e ancor meno cattiveria sotto porta. Esemplare il tiro, o meglio l'appoggio al portiere avversario da parte di Berardi quando, nel primo tempo, la Macedonia gli aveva servito su un piatto d'argento l'occasione per il goal del vantaggio, quello che avrebbe potuto sbloccare la situazione di stallo in cui l'Italia minuto dopo minuto sembrava infilarsi sempre più.

Immobile, Insigne, lo stesso Berardi ma anche Raspadori e Joao Pedro entrati nella ripresa, non hanno di fatto inciso mai quanto avrebbero dovuto, quanto invece fanno ogni domenica segnando nel nostro campionato. Al 93' poi la rete di Trajkovski è la beffa che chiude un ciclo. Si torna a casa e stavolta non ci saranno prove d'appello per Mancini e per i suoi ragazzi. La notte di Wembley è lontana, quella di Berlino sembra appartenere ad un'altra epoca ormai. E ancora una volta, c'è da scommetterci, scatterà la caccia ai colpevoli.