Incendiata auto Eni a Genova, gesto rivendicato dagli anarchici
di Fabio Canessa
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"È l'azienda col fatturato più alto in Italia e gioca un ruolo fondamentale nell'economia mondiale"
E' stato rivendicato su un sito di area anarchica l'incendio di una macchina di servizio dell'Eni avvenuto questa notte a Genova nel parcheggio davanti alla sede dell'azienda. Nel lungo documento, dove il mondo attuale viene definito una "galera a cielo aperto fatta di catene accettate come normali necessità" viene spiegato il perché è stato scelto l'Eni come obiettivo.
"Eni - si legge nel documento - è l'azienda con fatturato più alto in Italia e gioca un ruolo fondamentale nell'economia mondiale per esportazione di gas e petrolio. Si assicura i proventi macchiandosi del sangue di migliaia di civili". La rivendicazione fa anche riferimento al ruolo dell'Eni in Libia e a un giovane bengalese morto a inizio luglio nel Cpr di Torino.
"Prerogativa nostra è attaccare strutture, mezzi e chiunque alimenti e difenda la repressione, facendolo nell'informalità, godendoci attimi di gioia che sono indispensabili per uscire dalla rassegnazione della vita quotidiana. I modi per attaccarli sono svariati, lavoriamo di fantasia e astuzia". Nessuna sigla specifica a identificare il gruppo che ha compiuto l'azione. Solo alcuni slogan di "solidarietà ai prigionieri anarchici" e "morte agli oppressori". Sull'incendio indagano i carabinieri. La Digos è stata avvisata stamani direttamente dai dirigenti Eni.
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