Ponte Morandi, il racconto di Giusy Moretti: "Mi sento una sfollata nell'anima"

di Anna Li Vigni

La coordinatrice di Quelli del Ponte Morandi: “Abbiamo trascorso quel Ferragosto aspettando di poter tornare a casa con la paura negli occhi”

"Sono rimaste in piedi ancora tre case. Ad esempio quel 14 agosto noi pensavamo a dove trascorrere il Ferragosto e lo abbiamo trascorso aspettando di tornare a casa con la paura negli occhi. Molti ricordi sono legati alle pareti. Manca la socializzazione che c'era in quella via. A settembre grazie ad un progetto avremo un aiuto da parte di un team di psicologi. Oltre ad accettare il crollo delle case abbiamo subito l'isolamento a causa della pandemia. 

Manca la socializzazione e ci siamo ritrovati da soli. Prima eravamo abituati a parlarci dalla finestra. Ora siamo sparpagliati in tutta Genova. Ho perso la mia migliore amica, non vive più nella mia scala.

Una parte di noi parteciperà alla cerimonia del Comune ma la maggior parte sarà sul greto del fiume a buttare le rose perchè siamo consapevoli di essere dei sopravvissuti. 

Uscirà un libro collettivo per raccontare questo dramma. L'importante è non dimenticare perchè cose come questa non devono accadere mai più", racconta la coordinatrice dell'associazione "Quelli del Ponte Morandi" Giusy Moretti.