Genova, suicida nei giardini: era in crisi perché senza lavoro per il Covid

di Redazione

L'uomo era disoccupato dai giorni del lock down e aveva alle spalle anche una storia d'amore finita male. Disposta l'autopsia

Era stato lasciato dalla fidanzata e aveva perso il lavoro a causa del lockdown, potrebbero essere questi i motivi che hanno spinto al suicidio un iraniano di 34 anni che la scorsa notte si è impiccato con un lenzuolo nei giardini di scalinata Celle, l'area verde che dalla sommità di via Torti raggiunge corso Gastaldi, fra San Fruttuoso e San Martino.

Il corpo dell'uomo è stato scorto penzolare da alcuni abitanti della zona: sul posto i medici del 118, ma non c'è stato niente da fare nonostante i tentativi di rianimarlo dei medici. L'uomo era già morto.

Sono stati i carabinieri della vicina stazione di San Fruttuoso ad avviare le indagini per scoprire perché l'uomo si è tolto la vita.

Il trentaquattrenne, in Italia da sette anni, viveva a poche decine di metri di distanza da dove si è ucciso, all'ultimo piano di un palazzo di via Barrili, dove aveva in affitto una camera in un appartamento in cui sono alloggiati anche altre due ospiti, un connazionale e una donna italiana.

I due ai carabinieri hanno raccontato che il coinquilino era molto riservato, poco incline a parlare e quando era in casa se ne stava quasi sempre rinchiuso nella sua camera.

Una riservatezza che si è acuita tanto da trasformarsi in depressione durante il lock down della fase di picco della pandemia quando ha perso alcuni lavoretti in nero che faceva saltuariamente, come quello di dog sitter e aiutate in alcune ditte di trasporti.

Proprio il fatto di essere rimasto senza un lavoro e le difficoltà economiche potrebbero avere destabilizzato ancora di più l'uomo che alle spalle aveva anche una storia d'amore finita male, pare per la sua gelosia.

Il magistrato titolare delle indagini avviate sulla tragedia ha posto sotto sequestro il cadavere e disposto l'autopsia per escludere ipotesi diverse dal suicidio.