Genova: minaccia di diffondere foto di una minore, ventenne accusato di 'revenge porn' risarcisce il danno
di R.C.
Lei, spaventata, aveva spento il telefono. Poi insieme a una parente lo aveva denunciato alla polizia postale della sua città
Nel 2024 aveva conosciuto su Snapchat una ragazza di soli 16 anni, originaria della provincia di Udine. I due avevano cominciato a scambiarsi foto intime. Lui, genovese di 20 anni, però a un certo punto l'aveva minacciata: "Se non mi mandi altri video e se non ci vediamo di persona, le tue foto le vedranno tutti". Lei, spaventata, aveva spento il telefono. Poi insieme a una parente lo aveva denunciato alla polizia postale della sua città.
La procura di Udine lo aveva iscritto nel registro degli indagati non solo per il reato di revenge porn, ma anche per una presunta violenza sessuale aggravata su minore, sostenendo che la minorenne sarebbe stata costretta a subire atti sessuali dietro la minaccia di diffondere i filmati.
Ma le indagini sul telefono del giovane genovese, delegate alla polizia postale di Genova, e la stessa testimonianza della ragazzina in incidente probatorio, hanno convinto l'accusa a chiedere l'archiviazione per il reato più grave visto che è stato appurato che gli scambi, durati circa un mese, erano sempre consensuali e solo in un caso c'è stata la minaccia di diffonderne il contenuto.
Per il reato di revenge porn il ventenne , assistito dall'avvocato Ferdinando Stucci, ha ottenuto la remissione della querela da parte della giovane, che è stata risarcita per il danno subito.
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