Genova, infrastrutture, Rixi: "Terzo Valico da finire in fretta, dobbiamo fare altre opere"

di Redazione

2 min, 12 sec

"Riforma dei porti, prima di attuarla andremo a parlare con l'Europa, vogliamo fare del nostro sistema di scali un pilastro logistico per il Continente"

Genova, infrastrutture, Rixi: "Terzo Valico da finire in fretta, dobbiamo fare altre opere"

"Il Terzo Valico è un'opera che è rimasta aperta per troppo tempo, adesso va finita. Nel 2026 deve essere aperto. Tutti si mettano in testa che va finito, anche perché poi dobbiamo spostare capacità produttiva su altre opere, sennò in Italia vorrà dire che ci toccherà dare appalti ad aziende straniere perché il settore industriale italiano non è in grado di fare tutte le opere di cui Paese ha bisogno. E noi abbiamo bisogno di ricostruire il 56% della rete autostradale nei prossimi vent'anni e buona parte della rete ferroviaria". Lo ha detto il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi a margine del convegno di apertura della Genoa Shipping week, commentando la volontà espressa nei giorni scorsi da Amplia (Autostrade per l'Italia) di sfilarsi dai lavori del Terzo Valico ferroviario in un breve tratto fra Voltri e la Valpolcevera. "Il Terzo Valico è l'opera simbolo di tutto il Pnrr, quindi abbiamo chiesto e avrò un confronto, ma Webuild mi ha dato assicurazione che i lavori procederanno senza interrompere il cantiere, ha già provveduto a sostituire le maestranze: è evidente che non ci possiamo permettere di non inaugurare il valico nel 2026, sennò sarebbe una brutta pagina per le imprese italiane" ha aggiunto Rixi sottolineando la grande quantità di opere infrastrutturali in cantiere e da avviare sul territorio italiano, che necessitano di aziende strutturate, con maestranze, mezzi e capacità produttiva.

Per quanto riguarda la riforma dei porti, "Ci sono varie mozioni alla Commissione Trasporti della Camera che verranno discusse nelle prossime settimane e da lì scaturirà sostanzialmente la discussione per l'eventuale legge delega al governo". Il lavoro per arrivare alla riforma della portualità procede, spiega Rixi. "Prima di fare la riforma andremo a parlare con l'Unione europea - ha aggiunto - per cercare di trovare un orientamento che riesca a inquadrare il nostro sistema portuale come un pilastro logistico per l'intero continente. Quindi ci interessa risolvere i problemi degli operatori ma anche evitare norme a livello europeo che possano rischiare di compromettere la catena logistica come la conosciamo. C'è la necessità di condividere scelte e razionalizzare il sistema, che vuol dire anche avere processi autorizzativi e di controllo più lineari in un sistema che si è sviluppato con elementi di concorrenza fra singoli scali che invece deve essere rivolta al traffico internazionale".

Per quanto riguarda i contenuti, il viceministro spiega che non si parlerà solo di governance: "Ci sono varie mozioni, io credo che sarà una rivisitazione complessiva della legge attuale, quindi si parlerà di lavoro, di governance, di integrazione fra porti e retroporti e aree logistiche, una rivisitazione di quella che è la rete logistica nazionale che deve avere una gestione unitaria, più che una riforma legata esclusivamente al tema delle banchine".

Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagramsu Youtube e su Facebook.