Genova, iI primo museo galleggiante italiano potrebbe ormeggiare nel Porto Antico

di Redazione

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Allestito nell’ex portaerei Garibaldi che, da dicembre, sarà dismessa nel porto di Taranto

Genova, iI primo museo galleggiante italiano potrebbe ormeggiare nel Porto Antico

Il primo museo galleggiante italiano potrebbe ormeggiare nel Porto Antico a Genova, di preciso si andrebbe ad inserire nel polo della “marittimità”, composto dal museo del Mare e dall’Acquario, secondo quanto si legge su La Repubblica. Come ha spiegato di recente Bruno Dardani, direttore operativo del “Centro Studi Giuseppe Bono”, gemmazione scientifica e culturale di Fincantieri, che sta preparando, con un team di esperti, il progetto di fattibilità del museo, dopo il perfezionamento del pre-progetto. Alla guida del “Centro studi” c’è Massimo Ponzellini e il suo presidente onorario è il sindaco di Genova, Marco Bucci, che è entusiasta della proposta ed è in attesa di ricevere le valutazioni tecniche e finanziarie per poter seguirne la realizzazione.

Lunga 230 metri, la prima portaerei della Marina militare Garibaldi, dopo 40 anni, sarà dunque dismessa a fine anno: «L’obiettivo è trasportarla direttamente a Genova, dai cantieri di Taranto, all’inizio del prossimo anno e compiere tutti i lavori a Genova, con un cantiere in situ», aggiunge Dardani. La nave dovrebbe diventare non solo un museo, ma anche un centro di formazione, convegni e studi sul mondo del mare, sul Mediterraneo e sulla Marina. «Il modello di ispirazione è il Maritime national historical park a San Francisco, dove tre unità dismesse sono visitabili e ormeggiate lungo le banchine», prosegue Dardani. Anche la Marina militare è stata informalmente informata dell’elaborazione del progetto del primo museo galleggiante, a Genova. «Il destino per la Garibaldi, in un primo tempo, pareva prevedere un trasferimento all’estero - dice Dardani - con questo pre-progetto vorremmo scongiurare questa ipotesi, per le potenzialità enormi che un’operazione del genere ha in una città come Genova che ha già un bacino turistico ampio, e in crescita, e un polo di musei e istituzioni legate al mare».

Tuttavia il progetto di Genova ha causato una reazione di Taranto molto decisa, che non soltanto rivendica un progetto precedente di riqualificazione, datato 2019, ma non vuole proprio farsi scippare l’ex portaerei, anche se non ha un contesto museale e turistico, paragonabile a quello che il capoluogo ligure potrebbe offrire alla nave, con un collegamento anche con il Museo della Scienza e della tecnica di Milano.

A curare il progetto ligure è l’ammiraglio Sergio Biraghi, vicepresidente del Centro di analisi “Giuseppe Bono”, già comandante della Garibaldi, e che 20 anni fa ha curato l’epico trasferimento del sottomarino Toti, da Cremona al museo della Scienza e della Tecnica di Milano, dove è attualmente esposto e di cui è una delle principali attrazioni. Pertanto c'è già un'esperienza pregressa e un legame con Genova.

Taranto, però,  che in questi anni ha ospitato la nave ed essendo già sede di base navale e storica capitale della Marina militare, nelle ultime ore ha tirato fuori dai cassetti il suo controprogetto, firmato dall’Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile, Asset,e che sarebbe stato condiviso con l’Autorità portuale, la Marina militare e il Comune di Taranto, che prevede l’allestimento all’interno della nave anche di un acquario.

«E’ l’ennesimo scippo ai danni di Taranto –protestava ieri il consigliere pugliese regionale Vincenzo Di Gregorio – già nel 2019 l’Agenzia Asset aveva presentato un piano per il riuso di nave Garibaldi a Taranto una volta andata in disarmo». E ancora: «Perché la Marina militare avrebbe chiuso la porta al progetto Taranto, accogliendo quello presentato dal Centro studi Bono per Genova?». La polemica è destinata a infiammarsi, prosegue il consigliere: «Chi sapeva del progetto Asset? Perché è stato dimenticato? Sciatteria? Distrazione? Lobbies? Ora tocca a Taranto rivendicare la primogenitura dell’ipotesi di nave museo Garibaldi ora, che è certo che alla fine 2024 sarà in disarmo».