Genova, fallimento Aspera: patteggiamento di due anni per Amirfeiz, pene minori per altri dirigenti

di R.C.

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L'architetto raggiunge un accordo di patteggiamento. L’accusa denuncia lo svuotamento sistematico del patrimonio per arricchimento personale

Genova, fallimento Aspera: patteggiamento di due anni per Amirfeiz, pene minori per altri dirigenti

Alez Amirfeiz, architetto e imprenditore coinvolto nell’inchiesta sulla bancarotta fraudolenta della società genovese Aspera, patteggerà una pena di due anni. La società, attiva nella progettazione e realizzazione di edifici e nel recupero di monumenti storici – tra cui parte del restauro del Colosseo – è al centro di un crac stimato in almeno venti milioni di euro.

Con Amirfeiz patteggerà un anno e 10 mesi Gianluca Accomazzo, altro amministratore di Aspera. Per i membri dell’allora collegio sindacale è stata disposta la messa alla prova, con l’accusa ridimensionata a bancarotta colposa. Paolo Grasso, ex direttore amministrativo della clinica Villa Montallegro e poi manager in un altro centro sanitario, deve ancora decidere se accettare il patteggiamento a 10 mesi, avendo richiesto un nuovo interrogatorio tramite il legale Massimo Boggio. L’ex revisore dei conti Carlo Laganà potrebbe chiudere la vicenda con una pena intorno all’anno.

Gli accordi saranno definiti nelle prossime settimane, con la partecipazione di avvocati del collegio difensivo come Massimo Boggio, Giuseppe Sciacchitano, Andrea Andrei, Nicola Scodnik e Alessandro Vaccaro. Secondo l’accusa, i conti della società sarebbero stati svuotati “con distrazioni e dissipazioni continue” e Amirfeiz avrebbe progressivamente prosciugato il patrimonio per arricchirsi personalmente.

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