Francesco Baccini canta Carlo Pernat: dal 26 giugno in radio e in digitale il nuovo singolo

di Redazione

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Francesco Baccini canta Carlo Pernat: dal 26 giugno in radio e in digitale il nuovo singolo

Di chi siamo figli? Della famiglia in cui siamo cresciuti, del tempo che ci è toccato vivere, delle immagini che hanno accompagnato la nostra infanzia e la nostra giovinezza. Ma anche delle scelte che abbiamo avuto il coraggio di fare. Da questa domanda nasce "Carlo Pernat", il nuovo singolo di Francesco Baccini, disponibile dal 26 giugno in radio e su tutte le piattaforme digitali per Azzurra Music.


Il brano è il quarto estratto da Nomi e Cognomi 2, il nuovo album di inediti in uscita il prossimo autunno, ideale prosecuzione di quel Nomi e Cognomi che trentacinque anni fa segnò uno dei momenti più fortunati e riconoscibili del percorso artistico del cantautore genovese.

Come gli altri brani del progetto, anche questo porta come titolo un nome e cognome: Carlo Pernat, figura storica del Motomondiale, è stato team manager, scopritore di talenti e procuratore di alcuni tra i più grandi piloti italiani, da Valentino Rossi a Max Biaggi, da Loris Capirossi a Marco Simoncelli fino a Enea Bastianini. Ma, prima ancora del personaggio pubblico, per Francesco Baccini, Carlo Pernat è semplicemente un amico.

I due si conobbero una trentina d'anni fa davanti al mitico Bar Lino di Piazza Alimonda, a Genova, storico ritrovo di tifosi del Genoa. Da allora condividono amicizia, passioni e una certa idea di libertà. È proprio questo ad aver ispirato la canzone.

‘’Carlo è uno di quelli che non hanno mai chiesto il permesso di essere se stessi. Con questa canzone non volevo raccontare il manager o il personaggio pubblico, ma un uomo che ha sempre vissuto a modo suo, senza preoccuparsi mai di quello che gli altri si aspettavano da lui. Uno che non ha mai smesso di divertirsi, di buttarsi in nuove avventure e di godersi la vita. Forse è anche per questo che Carletto, per me, è soprattutto un amico ‘’, racconta Baccini.


Più che un ritratto biografico, Carlo Pernat è il racconto di una generazione attraverso i dettagli che ne hanno costruito l'immaginario: la famiglia, la televisione del sabato sera, le motociclette, la merenda, il calcio, i pomeriggi nei cortili, le prime trasgressioni. ‘’Siamo figli del borsello e Canzonissima / pollo arrosto, Martellini e la Carrà’’, canta Baccini, evocando un patrimonio di immagini condivise. E quando aggiunge ‘’Siamo figli dell'Italia che si arrampica / fuoricorso al bar dell'Università’’, il ricordo individuale si allarga fino a raccontare le contraddizioni di un intero Paese.


Quando ha ascoltato il brano per la prima volta, lo stesso Pernat ha commentato: ‘’Belin, che bella! Sono i nostri anni e sono orgoglioso che Francesco mi abbia reso testimone di questa favolosa generazione’’.

 

Eppure il passato, da solo, non basta a definirci. La canzone non indulge nella nostalgia né cerca rifugio in un presunto ‘’si stava meglio prima’’: il mondo da cui veniamo, con le sue meraviglie e le sue contraddizioni, è soltanto il punto di partenza. A renderci ciò che siamo sono anche le scelte compiute e il modo in cui decidiamo di attraversare il nostro tempo.

 

Musicalmente, Carlo Pernat restituisce il gusto di una canzone suonata che racconta una storia attraverso una moltitudine di immagini e di suoni. Il ritmo è caldo e solare, attraversato da suggestioni latine che invitano al movimento, mentre l'arrangiamento firmato da Mauro Ottolini valorizza il dialogo tra i musicisti riuniti in studio: chitarre, basso, pianoforte, percussioni, fisarmonica e un kazoo impertinente danno vita a una registrazione eseguita dal vivo, senza artifici tecnologici, affidata all'esperienza di musicisti di grande esperienza e personalità.


Con oltre trent'anni di carriera alle spalle, Francesco Baccini torna così a fare ciò che da sempre contraddistingue il suo modo di scrivere: raccontare storie con un tocco di ironia, osservare il presente e restituire alla canzone d'autore il piacere della narrazione.


Bio Francesco Baccini

Cantautore genovese tra i più eclettici del panorama musicale italiano, Francesco Baccini comincia a studiare il pianoforte da bambino, formandosi principalmente con la musica classica. Scopre la musica leggera da adolescente, quando, in seguito a un grave problema all’anca, si ritrova immobilizzato a letto per mesi. In parallelo al lavoro al porto ereditato dal padre, ogni sera Baccini suona il piano e comincia a esibirsi con i suoi brani inediti in storici locali di Genova come La Panteca. Negli anni ’80 lascia definitivamente il porto e la sua città natale per cercare fortuna a Milano nel mondo della musica. All’album d’esordio Cartoons del 1989, premiato come rivelazione a Saint Vincent e vincitore della Targa Tenco come migliore opera prima, segue Il pianoforte non è il mio forte, nel quale è contenuto il brano Le donne di Modena. La presenza del duetto Genova blues con Fabrizio De André segna l’inizio di una serie di collaborazioni che includono Angelo Branduardi, Enzo Jannacci, Giorgio Conte e Lucio Dalla. Nel 1990 vince il Festivalbar con Sotto questo sole. È con Nomi e Cognomi del 1992 che ottiene il maggiore successo commerciale, affermandosi come erede della tradizione dei cantautori liguri, unendo nella sua cifra stilistica tanto la vena intimista quanto l’ironia e l’esplorazione di diversi generi musicali legati alla canzone. A seguire Baccini pubblicherà altri 11 album, tra cui Baccini canta Tenco nel 2011, vincendo la sua seconda Targa Tenco come migliore interprete. Nel 2017 pubblica insieme a Sergio Caputo un album swing, Chewing Gum Blues, e nel 2021 esce BACCINI Project, colonna sonora interamente composta e interpretata da lui per il film Credo in un solo padre.

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