Ex Sampdoria: Katanec si dimette da ct dell'Uzbekistan per motivi di salute
di Stefano Rissetto
Classe 1963, sloveno, in blucerchiato dal 1989 al 1994, ha vinto Scudetto, Coppa delle Coppe, Supercoppa e Coppa Italia

Srecko Katanec, alla Sampdoria dal 1989 al 1994 come calciatore, si dimette dall'incarico di ct della nazionale dell'Uzbekistan a causa di problemi di salute. La sua decisione è stata comunicata ufficialmente alla Federcalcio uzbeka, con un messaggio che evidenzia l'impossibilità di proseguire il suo incarico nelle condizioni attuali. A 61 anni, l'ex centrocampista della Sampdoria ha scelto di fare un passo indietro, ringraziando la federazione per il supporto ricevuto durante il suo mandato.
Dimissioni per motivi di salute - Katanec ha comunicato la sua decisione alla Federazione calcistica dell'Uzbekistan, spiegando che la sua condizione fisica non gli permetteva di lavorare con la professionalità e l'impegno richiesti per guidare la nazionale. "Non posso più svolgere il mio compito come vorrei e come la squadra merita," ha affermato l'allenatore sloveno nel suo messaggio ufficiale. "Mi dispiace molto, ma credo che sia la scelta giusta in questo momento".
Gratitudine e auguri - Nel suo messaggio di dimissioni, Katanec ha voluto esprimere anche la sua gratitudine alla Federazione uzbeka per il continuo supporto ricevuto durante il suo periodo alla guida della nazionale. "Ringrazio di cuore per la fiducia e la collaborazione che mi sono state offerte," ha dichiarato l'allenatore. Katanec ha anche voluto augurare il meglio alla squadra per le future qualificazioni ai Mondiali, sperando che l'Uzbekistan possa continuare a crescere e ottenere buoni risultati sul palcoscenico internazionale.
La reazione della Federcalcio uzbeka - In una nota ufficiale, la Federcalcio dell'Uzbekistan ha ringraziato Katanec per il lavoro svolto e ha espresso il desiderio di vedere l'allenatore tornare in salute, per poter riprendere la sua carriera nel mondo del calcio.
Carriera - Katanec arrivò alla Sampdoria nell'estate 1989 dallo Stoccarda, che aveva appena perso la finale di Coppa Uefa con il Napoli. Nazionale jugoslavo, entrò a far parte della squadra che nella stagione successiva vinse la Coppa delle Coppe, quindi lo Scudetto e la Supercoppa, fino alla Coppa Italia di 31 anni fa. In totale ha maturato 89 presenze e 12 gol, tra cui i tifosi ricordano quello del provvisorio 1-1 a Sofia nella semifinale di Coppa Campioni contro i detentori del titolo della Stella Rossa Belgrado, poi vinta per 3-1. Nel frattempo, dissoltasi la Jugoslavia, vestì la maglia della Nazionale slovena, che ha anche guidato da commissario tecnico in due distinte fasi. In panchina ha lavorato anche per l'Olympiakos Pireo e per le nazionali di Macedonia del Nord, Emirati Arabi Uniti, Iraq fino all'Uzbekistan.
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