Edilizia, Tafaria (Filca Cisl): "La Liguria è ferma. La politica deve dare risposte"

di Redazione

I dati fotografano un settore ancora in grande crisi: 106 imprese chiuse nel primo trimestre 2019

Dati non certo positivi per l’edilizia ligure quelli diffusi da UnionCamere-Infocamere, relativi al primo trimestre del 2019. Le imprese registrate sono 6969 con 5334 attive, con 36 nuove iscritte nei primi tre mesi dell’anno e ben 105 che hanno cessato di esistere. Un calo dell’1,28%, meno marcato rispetto all’1,5% dello stesso periodo del 2018 ma comunque abbastanza preoccupante. Specialmente se lo si paragona al dato nazionale, con l’intero comparto costruzioni che fra gennaio e marzo 2019 registra un calo complessivo delle imprese dello 0,28%.

“Sono dati che descrivono una Liguria ferma al palo – commenta Andrea Tafaria, segretario generale FILCA CISL Liguria – come ormai è da anni. La politica deve interrogarsi su come far ripartire l’edilizia e, con essa, anche tutto il grande indotto che l’edilizia genera, nel settore del legname, dei trasporti ma anche della matalmeccanica”.

Una ripartenza, quella del settore edile, attesa da anni e legata a tante misure politiche, soprattutto sul tema dei cantieri pubblici per le grandi opere. “Molte di queste opere sono già state finanziate e devono semplicemente partire – prosegue Tafaria – E’ inutile che ora si blocchino, ricorrendo a discorsi su costi/benefici. Pensiamo ad esempio alla Gronda. Si tratta di opere che servono alla Liguria e a tutto il paese. Opere che potrebbero far ripartire non solo la nostra regione ma anche l’Italia e l’Europa stessa”.