Depositi chimici: Superba e Carmagnani, torna l'ipotesi Porto Petroli

di R.P.

1 min, 30 sec

Il nuovo insediamento potrebbe sorgere nella parte di banchina più a Levante di Porto Petroli, vicino allo stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente

Depositi chimici: Superba e Carmagnani, torna l'ipotesi Porto Petroli

Carmagnani e Superba resterebbero a Multedo, ma i loro depositi chimici verrebbero trasferiti in banchina, a poca distanza dall’attuale collocazione. È questa, secondo quanto risulta, la soluzione che starebbe prendendo forma dopo la bocciatura del trasferimento a Ponte Somalia.

L’ipotesi - scrive il Secolo XIX - sarebbe emersa oggi a Palazzo San Giorgio, nel corso del primo incontro tra l’Autorità portuale e gli operatori del settore in vista della redazione del nuovo Piano regolatore portuale. Una soluzione, peraltro, già valutata in passato: la stessa Carmagnani aveva predisposto un progetto per trasferire i propri depositi all’interno dell’area di Porto Petroli.

Il nuovo insediamento potrebbe sorgere nella parte di banchina più a Levante di Porto Petroli, vicino allo stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente. I depositi potrebbero essere realizzati anche interrati, con l’obiettivo di mantenere le attività nell’area di Multedo senza spostarle in un’altra zona del porto.

L’operazione non dovrebbe interferire con il progetto del Ribaltamento a mare di Fincantieri, di cui si discute da anni e che prevede l’ampliamento del cantiere navalmeccanico. L’area individuata per i depositi, infatti, sarebbe distinta dagli spazi interessati dall’intervento.

Per rendere possibile l’operazione sarebbe necessario recuperare nuovi spazi all’interno dello scalo. In particolare, Eni, che controlla la maggioranza di Porto Petroli, dovrebbe mettere a disposizione una parte delle aree oggi detenute in concessione.

Un elemento che potrebbe facilitare il progetto riguarda invece il quadro autorizzativo. La zona interessata è già destinata alla movimentazione di merci pericolose e questo significa che, almeno sotto il profilo delle attività portuali e del transito delle navi, il trasferimento non richiederebbe necessariamente un nuovo e complesso iter autorizzativo.

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