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Covid, in arrivo nuovo dpcm: ipotesi Italia in zona rossa anche il 9 e 10 gennaio

di Redazione

Toti: "Giusto tornare al sistema delle zone e dei colori ma non basta valutare solo l'indice Rt"

E' terminata solo a notte fonda la riunione fra governo, Regioni e comitato tecnico scientifico. Sul tavolo, le misure da mettere in campo a partire dal 7 gennaio, il ritorno al sistema delle zone e dei colori, la riapertura delle scuole superiori oltre ovviamente all'evoluzione della campagna vaccinale. Il confronto potrebbe proseguire anche oggi, lunedì, perché è ormai evidente che il governo sta cercando di capire quali siano stati gli effetti delle restrizioni imposte agli italiani nel periodo delle festività, per agire di conseguenza. 

"Dal 7 gennaio è giusto tornare alle cosiddette zone gialla, arancione e rossa - ha commentato Giovanni Toti - ma occorre rivedere i criteri. Oltre al criterio dell'Rt come proposto dal Governo, occorre considerare anche la classificazione dei tamponi, contando quelli antigienici, il tasso di incidenza del virus e il numero di pazienti negli ospedali, altrimenti si rischia di avere delle classificazioni regionali ingiuste e penalizzanti, o addirittura assurde, che puniscono chi fa più tamponi".

E sulla riapertura delle scuole superiori, a partire dal 7 gennaio e con il 50% degli studenti in presenza, la proposta delle Regioni è orientata alla cautela: "Dove saranno prevedibili e necessarie nuove misure restrittive - ha spiegato Toti - è inutile riaprire le scuole superiori per pochi giorni, magari due, per poi richiuderle. Sarebbe solo una decisione politica voluta da qualcuno nel Governo per mettere la propria bandierina, senza alcun vantaggio per gli studenti e con molti ulteriori disguidi per le famiglie".

Nella giornata di oggi, comunque, andranno avanti i contatti fra governo e Regioni, per giungere ad una sintesi che dovrebbe portare, entro il 7 gennaio, ad un nuovo dpcm, con misure valide per le prossime settimane. La sensazione, insomma, è che si stia navigando a vista, con un orizzonte temporale limitato a qualche settimana. Possibile addirittura che si decida di varare misure-ponte per il periodo fra il 7 e il 16 gennaio.

"Ovviamente sentiremo cosa hanno da dire tutti quanti – ha concluso Toti – facendo sempre attenzione alla limitazione del contagio, nella consapevolezza che abbiamo tenuto chiuso dal 20 dicembre molte attività con danni importanti e con ulteriori danni si prevedono per il prossimo futuro. Proprio oggi Confcommercio dichiarava un incasso tra gli associati di un miliardo in meno. Una situazione complessa, sia per il Covid che per l’economia a cui prestare grande attenzione, per ricercare un equilibrio tra le due istanze".