Ciclismo: Lorenzo Finn pronto a spodestare Saronni, sarà il più giovane italiano di sempre a correre un Mondiale
di steris
Il 19enne di Avegno, fresco vincitore di Giro e Tour U23 e iridato uscente di categoria, atteso a Montreal il 27 settembre
Lorenzo Finn, 19enne ciclista di Avegno, è avviato a battere un primato di precocità agonistica: sarà il più giovane italiano di sempre a correre un Mondiale nella categoria Elite, prima denominata Professionisti, in quasi cent'anni. La prima edizione si corse infatti nel 1927 in Germania, sul circuito automobilistico del Nürburgring e a vincere, primo dei tre successi che lo accomuna a van Steenbergen, Merckx, Freire e Sagan, fu Alfredo Binda. Il varesino inaugurò la sequenza degli azzurri iridati proseguita con Guerra, Coppi, Baldini, Adorni, Basso, Gimondi, Moser, Saronni, Argentin, Fondriest, Bugno e Bettini entrambi due volte, Cipollini e Ballan, finora ultimo nel 2008 a Varese.
Con 19 titoli, l'Italia è seconda nell'albo d'oro per nazioni, dietro l'inarrivabile Belgio che ha vinto 29 volte e anche a Montreal, dove nel 1974 Merckx si era imposto su Poulidor e Thevenet per il terzo e ultimo titolo, la nazionale giallorossonera parte favorita con Remco Evenepoel e Wout van Aert, davanti a Tom Pidcock, Isaac del Toro e Paul Seixas, quest'ultimo in gara tra i professionisti già lo scorso anno a Kigali, ad appena 18 anni.
Gli italiani guidati dal ct Roberto Amadio schierano un ottetto di valore, con Giulio Pellizzari e Giulio Ciccone in evidenza. Alle loro spalle ma non troppo c'è Lorenzo 'Lollo' Finn, reduce da un'annata formidabile: vincitore nella categoria U23 di Giro Next Gen e Tour de l'Avenir, doppietta riuscita in passato solo a Gibì Baronchelli nel 1973, e tra i pro del Sibiu Tour, conquistato non senza essersi fatto attraversare la strada da un orso. Tra l'altro Finn ha vinto due maglie iridate consecutive, negli juniores a Zurigo 2024 e negli U23 a Kigali 2025. Ora virtualmente potrebbe mettere a segno un primato leggendario.
Ma sul piano statistico 'Lollo', che ha già un fan club vivacissimo in quel di Borzonasca con sede nella Pasticceria Macera ritrovo abituale dei cicloamatori della zona in quanto a ridosso di Forcella e Scoglina, sta per 'strappare' il primato di esordiente azzurro più giovane a un Mondiale professionisti a un monumento del ciclismo mondiale: Beppe Saronni, nato a Novara il 22 settembre 1957 e per la prima volta in corsa negli azzurri a San Cristobal, in Venezuela, il 4 settembre 1977 nell'edizione vinta dal connazionale che sarebbe stato il suo rivale storico, Francesco Moser. Saronni avrebbe chiuso al nono posto e da allora avviò una carriera formidabile, correndo da protagonista il Mondiale successivo (mai si seppe perché il gruppo fosse rientrato sul terzetto composto proprio da Saronni, Hinault e Knetemann nella fuga che pareva decisiva), arrivando secondo tra mille rimpianti nel 1981 a Praga, imponendosi finalmente nel 1982 con la maestosa 'fucilata' di Goodwood e cogliendo il bronzo a Colorado Springs nel 1986 nell'edizione vinta da Argentin. Nel palmares di Saronni ci sono anche due Giri d'Italia, una Milano-Sanremo, un Giro di Lombardia e una Freccia Vallone per un totale di 193 vittorie. Oltre naturalmente al record di più giovane italiano in gara a un Mondiale, nel quale adesso Finn (nato a Genova il 19 dicembre 2006, residente ad Avegno con i genitori Peter e Chiara, tesserato per la Red Bull Bora Hansgrohe Rookies) è pronto a subentrargli.
Per puro dato statistico, il vincitore più giovane di sempre risale al 1934: a 20 anni e 46 giorni, sul circuito di Lipsia battendo in volata Learco Guerra, si impose infatti Karel Kaers. Naturalmente belga.
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