Centro storico, dipendenze e sicurezza, Chionetti (Spiker): "Coordinamento tra istituzioni, associazioni e cittadini la ricetta vincente"

di Stefano Rissetto

"Dal crack al fentanyl, occorre ragionare con realismo per ridurre l'impatto sociale del consumo"

Nel cuore del centro storico di Genova, il tema delle dipendenze si intreccia ogni giorno con quello della sicurezza, del disagio sociale e della qualità della vita. Un fenomeno complesso, che non può essere affrontato attraverso una sola prospettiva e che richiede invece un lavoro condiviso tra istituzioni, realtà del terzo settore, associazioni e cittadini.


A sottolinearlo è Domenico 'Megu' Chionetti, già a fianco di don Gallo nella comunità di San Benedetto e ora impegnato con Spiker, che invita a guardare al problema delle dipendenze con realismo, senza semplificazioni e senza perdere di vista le persone coinvolte. «Dal crack al fentanyl – osserva – occorre ragionare con realismo per ridurre l'impatto sociale del consumo».


Il punto di partenza, secondo Chionetti, è riconoscere che il fenomeno delle dipendenze è cambiato e continua a evolversi. Le sostanze, le modalità di consumo e le situazioni di marginalità si modificano nel tempo, mentre alcune aree urbane, come il centro storico, finiscono per concentrare problematiche differenti: consumo di sostanze, fragilità economica e abitativa, disagio psichico, conflitti e percezione di insicurezza.


Di fronte a questa complessità, la risposta non può essere affidata esclusivamente alla repressione né, al contrario, limitarsi all'assistenza. Servono interventi capaci di tenere insieme sicurezza, prevenzione, cura e inclusione sociale.


È proprio il coordinamento tra istituzioni, associazioni e cittadini a rappresentare, nella prospettiva indicata da Chionetti, una delle chiavi per costruire risposte più efficaci. Ogni soggetto può mettere a disposizione competenze e strumenti differenti: le istituzioni possono garantire programmazione e servizi, le forze dell'ordine intervenire sul fronte della sicurezza, il mondo associativo operare quotidianamente a contatto con le persone più fragili, mentre i cittadini possono contribuire a segnalare criticità e a partecipare alla costruzione di una comunità più consapevole.


Nel caso delle dipendenze, inoltre, conoscere ciò che accade sul territorio diventa fondamentale. Intercettare precocemente le situazioni di rischio, favorire l'accesso ai servizi e mantenere un rapporto costante con le persone più vulnerabili può contribuire a evitare che il disagio si trasformi in marginalità cronica.

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