Caro Carburanti, la Croce Bianca Genovese: "Costi insostenibili, il sistema rischia di saltare"
di Redazione
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"I soccorritori non presentano il conto quando si sale su un’ambulanza. Ma l’ambulanza, per muoversi, quel conto lo presenta ogni giorno."
È questo il punto di partenza dell’allarme lanciato dalla Croce Bianca Genovese di fronte all’aumento dei costi necessari per mantenere operativi i mezzi di soccorso e garantire quotidianamente i servizi alla cittadinanza. Il carburante rappresenta una delle voci più evidenti, ma non è l’unica: manutenzione, assicurazioni, pneumatici, revisione e ammortamento dei mezzi, sanificazione, dispositivi di protezione, materiali e presidi sanitari, apparecchiature elettromedicali, formazione e personale sono tutti costi che una Pubblica Assistenza deve sostenere per garantire un servizio efficiente e continuativo.
Secondo gli ultimi dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio nazionale del gasolio self service si aggira intorno ai 2,35 euro al litro. Il "price cap" introdotto in questi giorni rappresenta una misura temporanea che può contribuire a contenere, almeno in parte, il costo del carburante, ma non modifica il quadro complessivo dei costi sostenuti dalle Pubbliche Assistenze.
"Il recente intervento sul prezzo del carburante è certamente positivo perché consente di contenere, almeno temporaneamente, una delle voci di spesa che incidono sulla nostra attività. Ma il problema che poniamo è più ampio e riguarda la sostenibilità complessiva del servizio", spiega Walter Carrubba, presidente della Croce Bianca Genovese. "Quando un’ambulanza parte non vanno considerati soltanto i litri di gasolio consumati: ci sono un mezzo da mantenere efficiente e sicuro, assicurazioni, attrezzature, materiali sanitari, sanificazione, formazione e persone che devono garantire il servizio. Il carburante è soltanto una parte del conto."
In Liguria, dal 1° gennaio 2026, il sistema regionale riconosce 55 euro per ogni servizio e 1,15 euro per ogni chilometro percorso. Il rimborso deve quindi contribuire a sostenere l’intero costo del servizio e non soltanto quello del carburante. La stessa Regione Liguria, nell’atto con cui nel giugno 2024 ha approvato l’aggiornamento dell’Accordo Quadro regionale, aveva riconosciuto che l’assetto dei rimborsi allora vigente non assicurava un adeguato recupero dei costi sostenuti dalle Organizzazioni di Volontariato per garantire i servizi richiesti. La Regione aveva inoltre evidenziato come, tra il 2010 e il 2023, i costi sostenuti dalle associazioni fossero cresciuti sensibilmente più dell’inflazione programmata, indicando tra i fattori determinanti anche l’aumento degli standard richiesti, dei costi delle forniture e del lavoro dipendente.
Il tema diventa evidente anche attraverso un semplice esempio. Su un servizio di 100 chilometri, il rimborso regionale arriva a 170 euro: 55 euro per il servizio e 115 euro calcolati sulla distanza percorsa. Ma questa cifra deve contribuire alla copertura dell’insieme dei costi necessari per garantire il servizio e non rappresenta quindi ciò che rimane all’Associazione.
Anche considerando il prezzo calmierato di 2,19 euro al litro, un’ambulanza che consumi mediamente 10-12 litri ogni 100 chilometri sostiene già un costo di carburante pari a circa 26 euro per quella percorrenza. Il dato effettivo varia naturalmente in funzione del mezzo, del tipo di servizio, del traffico, del carico e delle condizioni di utilizzo. A questo si aggiungono tutti gli altri costi di esercizio e mantenimento del mezzo, oltre alle spese necessarie per assicurare la continuità operativa del servizio.
"È proprio questo il punto che vogliamo portare all’attenzione delle istituzioni", precisa Carrubba. "Non è sufficiente confrontare il rimborso ricevuto con il solo costo del gasolio per stabilire se un servizio sia adeguatamente sostenuto. Il rimborso deve contribuire a coprire un insieme molto più ampio di costi, perché un’ambulanza deve essere sempre efficiente, assicurata, attrezzata, sanificata e pronta a partire."
Il volontariato rappresenta il cuore dell’attività delle Pubbliche Assistenze, ma la continuità e la pianificazione dei servizi richiedono anche lavoratori regolarmente assunti, retribuiti e formati.
"Il volontario mette gratuitamente a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze, ma questo non significa che l’intera organizzazione che rende possibile il suo intervento sia priva di costi", sottolinea il presidente della Croce Bianca Genovese. "Una Pubblica Assistenza deve poter sostenere anche il costo del personale dipendente necessario a garantire continuità, pianificazione e operatività. È una componente che deve essere considerata quando si ragiona sulla sostenibilità economica del servizio."
L’aggiornamento delle tariffe regionali, entrato progressivamente in vigore tra il 2024 e il 2026, ha rappresentato un importante riconoscimento dell’aumento dei costi sostenuti dalle "Croci". Ma il contesto economico continua a cambiare e rende necessario mantenere aperto il confronto.
C’è inoltre un elemento che oggi assume particolare rilevanza: l’Accordo Quadro in vigore fino al 31 dicembre 2026 non prevede, per le tariffe ordinarie aggiornate nel 2024, un adeguamento automatico legato all’andamento dei costi nel corso della sua validità. Un aspetto non trascurabile alla luce dell’evoluzione dei costi di esercizio sostenuti dalle Pubbliche Assistenze.
Nel periodo in cui si è sviluppato l’iter per la revisione dell’Accordo, tra settembre 2023 e giugno 2024, il prezzo medio del gasolio in Liguria ha oscillato tra 1,71 e 1,94 euro al litro, attestandosi a 1,75 nel giugno 2024. Oggi il prezzo medio regionale è sensibilmente più elevato, circa il 30% in più rispetto alla media del periodo di elaborazione dell’Accordo. La situazione evidenzia quindi la necessità di mantenere il sistema tariffario in grado di adeguarsi nel tempo all’effettivo costo dei servizi.
"La scadenza dell’Accordo Quadro, prevista per il 31 dicembre, e l’aumento dei costi rendono ormai indispensabile affrontare con serietà il tema della sostenibilità dei servizi di trasporto sanitario", dichiara Nerio Nucci, presidente di ANPAS Liguria. "Non possiamo limitarci a discutere il rinnovo dell’Accordo Quadro o il solo adeguamento delle tariffe. È necessario affrontare insieme il nuovo modello dell’emergenza-urgenza, il riordino del trasporto sanitario qualificato, il riconoscimento degli extracosti, la formazione dei soccorritori EMS e la ripresa effettiva dei tavoli territoriali."
"Il sistema dei rimborsi deve essere messo nuovamente a confronto con i costi reali che le associazioni devono sostenere", aggiunge Walter Carrubba. "L’aggiornamento delle tariffe è stato un passo importante e va riconosciuto, ma se aumentano il carburante, le assicurazioni, la manutenzione, le attrezzature e il costo del lavoro, anche il sistema dei rimborsi deve poter tenere conto di questi aumenti. Altrimenti rischiamo di chiedere al volontariato non soltanto di donare il proprio tempo, ma di farsi carico progressivamente anche dei costi necessari per garantire un servizio essenziale per tutta la comunità. Il sistema rischia di saltare, a cominciare dalle realtà più piccole ma coinvolgendo a ruota tutti quanti, con conseguenze incalcolabili per la cittadinanza della regione più anziana d’Europa."
Da qui la richiesta della Croce Bianca Genovese alle istituzioni, a livello regionale e nazionale, di mantenere aperto il confronto sulla sostenibilità del sistema di soccorso e trasporto sanitario, valutando meccanismi di adeguamento dei rimborsi quando i principali costi di esercizio aumentano significativamente e prevedendo misure specifiche per le Organizzazioni di Volontariato che garantiscono quotidianamente questi servizi.
L’Associazione ritiene inoltre necessario che il sistema tenga conto del costo complessivo di esercizio e mantenimento dei mezzi di soccorso e che prosegua il confronto tra istituzioni e organizzazioni del Terzo settore per individuare soluzioni sostenibili nel tempo.
"Non stiamo chiedendo privilegi -conclude Carrubba- ma che venga riconosciuto un principio molto semplice: il volontariato è gratuito, ma il sistema che permette al volontario di essere operativo non lo è. Un’ambulanza deve poter partire sempre. Dietro quella partenza ci sono persone, mezzi, attrezzature, materiali sanitari, carburante e una struttura che deve essere in grado di garantire il servizio ogni giorno. Se vogliamo continuare a garantire alla cittadinanza un servizio efficiente e sicuro, dobbiamo avere il coraggio di parlare anche di questi costi."
La Croce Bianca Genovese ribadisce infine la propria disponibilità a confrontarsi con le istituzioni e con le altre realtà del sistema di soccorso attraverso ANPAS, che siede ai tavoli della contrattazione, per individuare soluzioni condivise e sostenibili, nell’interesse dell’intero sistema e soprattutto dei cittadini che ogni giorno affidano la propria sicurezza al servizio di emergenza e trasporto sanitario.
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