A partire dal 1 settembre il servizio di car sharing station-based E-Vai verrà chiuso per tutti i clienti privati.
Una chiusura che arriva dopo 15 anni per decisione dell’azionista FNM Spa che aveva lanciato l’iniziativa su scala regionale per una integrazione con i servizi di trasporto pubblico ed a cui diverse amministrazioni locali avevano aderito con entusiasmo.
L’obiettivo originario di questo tipo di sharing era fare da cerniera tra i Comuni, le città e le stazioni ferroviarie, dare ai pendolari lombardi auto con le quali coprire il tragitto per o da una stazione. Certo, tutt’altro che un servizio di massa, anche perché la flotta di E-Vai era composta da poco più di 300 automobili omologate per il trasporto di 4-5 persone, con veicoli di ultima generazione a basso impatto ambientale, di cui la quasi totalità elettrica.
Inevitabili le polemiche con relativo strascico politico. In questi giorni i consiglieri di Fratelli d’Italia del Comune di Brescia hanno aperto una polemica nei confronti dell’Amministrazione comunale, ed in particolare contro il vicesindaco Federico Manzoni, che non ha aspettato troppo tempo per rispondere.
Scrive nella sua nota: “È bene chiarire i termini della questione, perché il Comune non solo non è responsabile di tale disservizio ma è a tutti gli effetti parte lesa. E il disservizio non riguarda i soli cittadini bresciani ma tutti i lombardi, perché l’operatore che ha improvvisamente dato forfait è E-Vai, società del gruppo Fnm, controllato da Regione Lombardia, che ha annunciato poche settimane fa che dal 1° settembre terminerà il proprio servizio in tutto il territorio regionale.
Ricordo che nel 2022 il Comune aveva dato mandato a Brescia Mobilità di completare l’offerta integrata di servizi di mobilità urbana con un servizio di car sharing station-based, con una flotta interamente elettrica, assicurando una capillare copertura del territorio comunale.
Brescia Mobilità aveva così svolto una procedura a evidenza pubblica per selezionare un soggetto gestore: a quella procedura aveva partecipato la società E-Vai, che si era aggiudicata la gestione del servizio e che aveva approntato E-Automia, presente in 19 postazioni cittadine, con 38 stalli dedicati e con una flotta di 20 autovetture elettriche. Il servzio è stato avviato nel luglio 2022 e, da contratto, E-Vai avrebbe dovuto svolgerlo fino a febbraio 2028.
Improvvisamente, nel luglio di quest’anno, la società E-Vai ha comunicato a Brescia Mobilità l’interruzione del servizio dal 1° settembre prossimo.
L’Amministrazione Comunale non è rimasta inerte: ha dato mandato a Brescia Mobilità di contestare la scelta di E-Vai, di sollecitare la società del gruppo Fnm a onorare i propri impegni fino alla scadenza naturale del contratto, e di attivare ogni meccanismo contrattuale ed extra contrattuale per tutelarsi dal danno da disservizio e di immagine che la sospensione anticipata del car sharing determinerà. Cosa che Brescia Mobilità ha puntualmente fatto.
Parallelamente il Comune ha chiesto a Brescia Mobilità, nell’eventualità in cui E-Vai non dovesse tornare sui propri passi, di elaborare una proposta che consenta di mantenere comunque a Brescia un servizio di car sharing.
Questo secondo scenario – conclude Federico Manzoni – non si improvvisa dall’oggi al domani: per concretizzarsi necessita evidentemente di un tempo ben maggiore di quello che l’improvvido e illegittimo forfait di E-Vai consente.
Spiace che i consiglieri di Fratelli d’Italia, pur di alimentare la polemica politica, ignorino questo fatto molto elementare. E che si basino su una equazione sbagliata secondo la quale la mancata replica a un proprio precedente comunicato significhi l’inerzia dell’Amministrazione.
Siamo al lavoro, con la serietà e la competenza che ci contraddistingue, per trovare una soluzione a un problema di cui non abbiamo responsabilità ma che, per il bene della città, esige di essere affrontato.

