Sabato, 20 aprile 2019  

Ponte Morandi, vento forte in arrivo: rinviato lo smontaggio della pila 5

A Certosa la commemorazione con le rose bianche: l'omaggio di Nicole, giovane cantante friulana
2019-04-15T10:57:46+00:00

Il maltempo rallenta le operazioni di smontaggio nel cantiere di Ponte Morandi: il taglio e il conseguente calo a terra della prima trave della Pila 5, infatti, sono stati rinviati a lunedìa causa del previsto peggioramento delle condizioni meteo, che nel tardo pomeriggio prevedono l’arrivo di un forte vento che potrebbe rendere pericolose le operazioni.

Per questo motivo, si è scelto di rinviare tutto a lunedì. Nella mattinata verrà ultimato il posizionamento della gru e prenderà il via il parziale sollevamento della trave che, nel pomeriggio, verrà finalmente calata a terra.

Lo smontaggio complessivo della pila 5 durerà da 10 a 15 giorni. Intanto analisi hanno rilevato la presenza di amianto anche nelle pile strallate del moncone est, quelle che incombono sulle abitazioni, la 10 e la 11, gemelle di quella crollata. Questo rappresenta un limite all’uso dell’esplosivo nella demolizione. Finora il sindaco commissario Marco Bucci ha sempre detto che “al momento” non esiste una soluzione diversa.

14 aprile, otto mesi dal crollo. A Certosa si è rinnovata la commemorazione delle vittime col rito ormai tradizionale delle rose bianche lanciate nel Polcevera. A rendere omaggio con l’Hallelujah di Cohen c’era anche la giovane cantante Nicole Coceancig, 20 anni, originaria di un piccolo comune del Friuli. Il legame con Genova è una grande passione per De Andrè che l’ha portata a organizzare una serata di beneficenza per gli sfollati: “Quando sono a Genova mi sento a casa, mi sembrava giusto fare qualcosa”, ha commentato.

Altro omaggio musicale, quello di Francesco Ciccotti. La sua canzone, Sospeso, scaricabile da poche ore, racconta il 14 agosto con gli occhi di un abitante di Rivarolo. Anche lui era presente alla cerimonia insieme all’assessore Ilaria Cavo. I proventi del brano saranno devoluti in beneficenza.

E in sospeso ci sono anche gli sfollati, che attendono di poter entrare l’ultima volta in quelle case ormai non più loro, per poter prendere ancora qualche ricordo e dare l’addio finale. “Per noi è importante – racconta Giusy Moretti, portavoce degli sfollati – ci hanno detto il 26 aprile ma non c’è ancora niente di ufficiale. Così non possiamo nemmeno fare progetti”.

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