Siccità nel torrente Scrivia a Casella, i pescatori salvano i pesci rimasti intrappolati in piccole pozze
di Marco Innocenti
Prima vengono storditi con una leggera (e innocua) scossa elettrica, poi vengono trasferiti dove l'acqua è più abbondante
Una vera e propria operazione di salvataggio. Sono da poco passate le 7 del mattino e il greto del torrente Scrivia, davanti all'abitato di Casella, è una pietraia deserta e desolata. Solo in un angolo, sotto alcuni grossi massi, resiste strenuamente una lingua d'acqua profonda poche decine di centimetri dove sembra nuotare solo una manciata di pesciolini. Intorno a quella che è ormai poco più di una pozza, ci sono i carabinieri forestali, i volontari dell'associazione Pescasportivi Alta Valle Scrivia e perfino un ittiologo, che col suo strumento "magico" emette una leggera scarica elettrica all'interno dell'acqua, facendo affiorare i pesci, grandi e piccoli, che vengono addirittura attirati quasi magneticamente dallo strumento stesso.
Da sotto i massi, ben nascosti nelle loro tane, spuntano decine e decine di pesci, tanti piccoli ma ci sono anche alcuni giganti. Ma il loro valore per l'ecosistema del fiume non si misura in centimetri. "Qui ci sono moltissimi esemplari di speci protette dalle direttive europee - ci spiega Alessandro Candiotto, l'ittiologo chiamato a "stanare" i pesci - Tutti pesci peraltro autoctoni, non immessi dall'esterno ma nati in questo fiume che oggi è ridotto a qualche pozza d'acqua. Il loro numero ci sorprende sempre, ci fa ben sperare sulla vitalità del fiume stesso ma ci fa anche capire quale patrimonio ittico stiamo rischiando di perdere".
"Oggi siamo qui sullo Scrivia per salvare questi pesci che, senza questo intervento, sarebbero destinati a morte certa - dice Bruno Aportis, presidente dell'Associazione Pescasportivi Alta Valle Scrivia - Adesso questi pesci verranno spostati in un'altra zona del fiume, dove l'acqua è più abbondante e dove potranno distribuirsi meglio, perché una delle possibili cause di morte è anche il ridursi dell'ossigeno disciolto nell'acqua, che a lungo andare diventa insufficiente per i tanti pesci che si vanno a concentrare in sempre meno acqua".
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