Sampdoria: addio a Piero Battara, tra i più grandi portieri della storia blucerchiata
di steris
Aveva 90 anni. 190 presenze in A nel Doria, compresa la storia partita di Napoli del 1971 dove parò tutto. Fu il preparatore dei portieri nell'anno dello scudetto
Il calcio italiano piange Piero Battara, storico portiere di Sampdoria e Bologna, scomparso all'età di 90 anni. Qui è in una foto del 2014, accanto al ritratto che lo raffigura dipinto dal pittore Federico Romero Bayter, colombiano di origine e genovese d'adozione.
Nato a Torino il 21 luglio 1936, Pietro Battara — questo il nome all'anagrafe — è stato protagonista di una lunga carriera tra Serie A e Serie B, prima di diventare uno dei pionieri del ruolo di preparatore dei portieri.
La sua storia calcistica è legata soprattutto alla Sampdoria, con la cui maglia ha disputato 190 partite in Serie A, diventando per molti anni il portiere blucerchiato con il maggior numero di presenze nella massima serie, un primato successivamente superato da Gianluca Pagliuca.
Battara arrivò al calcio professionistico con il Lanerossi Vicenza, che lo prelevò nell'estate del 1957. Dopo due stagioni trascorse come rincalzo di Franco Luison prima e Alessandro Bazzoni poi, collezionando 11 presenze complessive, nella stagione 1959-60 riuscì a conquistare il posto da titolare. L'anno successivo tornò però a essere impiegato come alternativa a Bazzoni.
Nell'estate del 1961 il trasferimento alla Sampdoria avrebbe segnato la parte più importante della sua carriera. I primi anni in blucerchiato furono caratterizzati dall'alternanza con Franco Sattolo, ma la situazione cambiò nella stagione 1966-67, la prima disputata dalla Sampdoria in Serie B. Con Fulvio Bernardini in panchina, Battara diventò il titolare e mantenne quel ruolo anche nelle successive cinque stagioni in Serie A.
Tra gli episodi più significativi della sua esperienza in blucerchiato c'è la partita del 7 febbraio 1971 contro il Napoli. Battara rimase in campo nonostante si fosse incrinato un pollice al 17° minuto e contribuì allo 0-0 finale con una prestazione di grande rilievo. Il cronista del Corriere dello Sport Alberto Marchesi arrivò a definirla una delle sue giornate migliori, paragonandone il rendimento a quello di grandi portieri dell'epoca come Dino Zoff ed Enrico Albertosi.
Nel 1972, ormai considerato un giocatore esperto, lasciò la Sampdoria e si trasferì al Bologna. Nella stagione 1972-73 fu titolare e disputò una buona annata, mentre nella stagione successiva ricoprì il ruolo di riserva di Sergio Buso. Fu proprio con il Bologna che Battara conquistò l'unico trofeo della sua carriera da calciatore: la Coppa Italia 1973-74.
Il bilancio complessivo della sua carriera parla di 259 presenze in Serie A e 38 in Serie B. Numeri che raccontano la longevità di un portiere rimasto per oltre un decennio ai massimi livelli del calcio italiano e diventato una figura storica soprattutto per i tifosi della Sampdoria.
Ma la carriera di Battara non terminò con il ritiro dal calcio giocato. La sua seconda vita professionale fu altrettanto importante e lo portò a diventare preparatore dei portieri, in un'epoca nella quale questa figura non aveva ancora assunto la centralità e la specializzazione che avrebbe avuto negli anni successivi.
Battara fu infatti tra i pionieri del lavoro specificamente dedicato alla crescita degli estremi difensori. A Casteldebole, nel settore giovanile del Bologna, si occupò soprattutto della formazione dei giovani portieri, lavorando insieme a figure come Perani e Fogli. Un'esperienza che contribuì a consolidare la sua reputazione anche al di fuori del terreno di gioco.
Il ruolo di preparatore lo riportò anche alla Sampdoria, dove lavorò nell'annata 1990-91, quella dello storico scudetto conquistato dalla formazione blucerchiata.
La sua eredità nel mondo dei portieri è diventata anche una storia di famiglia. Il figlio Massimo Battara ha seguito la stessa strada, lavorando a lungo al fianco di Roberto Mancini e facendo parte dello staff della Nazionale italiana che nel 2021 conquistò il titolo europeo. Anche il nipote Daniele ha intrapreso la professione, entrando nello staff di Simone Inzaghi all'Al-Hilal.
Piero Battara lascia così un segno che va oltre le sue 297 presenze complessive nei campionati di Serie A e Serie B. È stato prima portiere, poi formatore di portieri e infine punto di riferimento per una tradizione familiare proseguita attraverso due generazioni.
Per la Sampdoria, resta soprattutto il ricordo di uno dei portieri più rappresentativi della propria storia: 190 presenze in Serie A con la maglia blucerchiata, un primato durato per anni e una lunga carriera costruita tra professionalità, continuità e passione.
I funerali di Pietro Battara si terranno martedì 29 settembre alle ore 10 presso la Chiesa Parrocchiale di San Pietro di Quinto, in piazza Santa Paola Frassinetti, a Genova Quinto al Mare. Dopo la cerimonia, personale di A.Se.F. del Comune di Genova, a cui sono state affidate le esequie, trasferirà il feretro al Cimitero Monumentale di Staglieno, dove si terrà la cremazione. Le ceneri saranno poi tumulate a Gavi, in provincia di Alessandria.
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