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Porto di Trieste, al via il progetto Clean Berth per la sostenibilità ambientale

di Marco Innocenti

Mobilità elettrica, droni contro gli inquinanti in mare e rilevamento dell'inquinamento acustico

E’ stato di recente avviato Clean berth “Cooperazione istituzionale transfrontaliera per la sostenibilità ambientale ed efficienza energetica dei porti”. Si tratta di un progetto co-finanziato dal Programma Interreg Italia-Slovenia, con un budget di 880.000 euro, di cui 219.400 a favore del porto di Trieste, e una durata di 24 mesi.

Clean berth sarà guidato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, e avrà come partner la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, l’Università del Litorale e Luka Koper. Obiettivo primario sarà quello di migliorare la performance ambientale di tutti i porti dell’area di programma (Trieste, Monfalcone, Porto Nogaro, Venezia, Chioggia e Capodistria).

Sulla base dell’analisi della situazione attuale e utilizzando come benchmark le migliori pratiche europee e internazionali nel settore, i partner di progetto elaboreranno dei piani d’azione per il rafforzamento della sostenibilità ambientale ed efficienza energetica dei porti di propria competenza. Ai piani faranno seguito delle concrete azioni pilota, quali la realizzazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, l’installazione di sensori multispettro su droni e radar per individuare la presenza di idrocarburi e inquinanti in mare, la sostituzione di impianti di illuminazione portuale con sistemi a led e l’acquisto di centraline per il monitoraggio dell’inquinamento acustico.

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