Ponte Morandi, il giorno della demolizione. Toninelli e Bucci: "15 aprile 2020 viadotto percorribile"

di Fabio Canessa

Il premier Conte a Genova: "Questo è il riscatto dell'Italia"

È stata una giornata fondamentale per Genova. Si inizia a smontare quel che resta di Ponte Morandi. L'operazione di taglio e rimozione di una trave dell'impalcato lunga 36 metri tra le pile 7 e 8 segna una tappa cruciale nel cammino della ricostruzione. A Genova per l'occasione il premier Giuseppe Conte, che in giornata visita anche l'IIT e l'ospedale Gaslini, e il ministro dei trasporti Danilo Toninelli.

Bisognerà attendere fino a sabato per vedere scendere il tampone 8 di ponte Morandi, un impalcato di 36 metri per 18 che da 48 metri di altezza sarà calato fino a terra. A spiegare fasi e tempi dell'operazione Paolo Cremonini, direttore dei servizi speciali della Fagioli, una delle aziende impegnate nella demolizione. "Verso la tarda sera di oggi si potranno vedere le gru che sollevano l'impalcato di qualche centimetro per permettere ai macchinari, dotati di filo di diamante, di tagliare i denti di supporto", dice. Dunque la parte più scenografica dello smontaggio avverrà domani, sabato 9 febbraio. Le aziende andranno avanti 24 ore su 24, anche questa notte. Quando inizierà l'abbassamento della trave "gerber" non resteranno persone sul ponte ma si utilizzeranno dei sistemi telecomandati.

Il tampone numero otto del ponte Morandi non sarà distrutto immediatamente. "Sarà posato a terra su supporto e mantenuto come contrappeso per l'abbassamento del secondo tampone - spiega Paolo Cremonini, direttore dei servizi speciali dell'azienda Fagioli - bisogna tenere conto che abbiamo dovuto installare un contrappeso da 350 tonnellate a est della pila 8 per riequilibrare il ponte mentre sfiliamo il tampone". Infatti la pila 8, quella che si trova più vicina al torrente Polcevera, reggeva il peso dell'impalcato tampone in fase di smontaggio ma anche di quello che non c'è più ed è quindi sbilanciata. Solo dopo che sarà sfruttato in questo modo il tampone sarà "demolito in zona oppure spostato dove sarà necessario utilizzando dei grandi carrelli semoventi".

Il tampone 8 non sarà comunque conservato ai fini dell'incidente probatorio perché non si tratta di una delle parti richieste dai periti come lo è invece il tampone 6, più a monte, di cui è stata chiesta la conservazione insieme a un elenco di altri reperti. Circa il destino della pila 8 la 'best option' al momento resta quella della demolizione tramite micro cariche "perché ci consente di risparmiare tempo" ribadisce Cremonini che però precisa come "al momento siano anche possibili altre soluzioni, vale a dire lo smontaggio. L'obiettivo resta quello di rispettare i tempi indicati dal commissario Bucci consentendo così l'avvio della ricostruzione del lato ovest a partire 31 marzo.

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LA VISITA DEL PREMIER CONTE, TRA PONTE MORANDI, IIT E GASLINI

"La demolizione del ponte è un momento importante. E' il riscatto di Genova, della Liguria e dell'Italia": sono le prime parole del premier Giuseppe Conte arrivato in mattinata al cantiere per la demolizione del viadotto Morandi. "Confidiamo che le operazioni si tengano nel minor tempo possibile. Ci eravamo impegnati perché questa operazione e la ricostruzione avvenisse entro la fine del 2019, per averlo transitabile dovremo aspettare i primi mesi del 2020".

Dopo l'area del viadotto Morandi, Conte si è recato all'Istituto Italiano di Tecnologia: "Questa è l'eccellenza italiana, abbiamo scoperto grandi tecnologie in queste stanze e dobbiamo replicarle in settori che sono strategici per il nostro sistema produttivo, per esempio beni culturali, agrolimentare", ha dichiarato al termine della visita.  Accompagnato dal direttore scientifico di Iit, Roberto Cingolani e dal presidente Gabriele Galateri di Genola, oltre che dal sindaco di Genova Marco Bucci e dal viceministro Edoardo Rixi, il presidente del consiglio ha visitato alcuni dipartimenti dell'istituto. La sua visita prosegue con un incontro privato all'ospedale pediatrico Gaslini.

"Oggi visito le eccellenze" ha detto il premier Giuseppe Conte entrando nell'ospedale pediatrico Giannina Gaslini a Genova dopo una visita all'Iit. Conte si è fermato a fare alcuni selfie con le famiglie dei pazienti e con i lavoratori dell'ospedale poi ha iniziato una visita privata all''ospedale di giorno', dove ha incontrato Hussain, un bambino iracheno di due anni accompagnato dal padre curato per un problema al volto dal team ematoncologico del Gaslini. Le cure sono possibili grazie al progetto Gaslini-Eni che hanno stretto un accordo con l'ospedale di Bassora per formare il personale sanitario iracheno e curare in Italia i pazienti più gravi. La visita di Conte prosegue nell'hospice dove ci sono i bambini con malattie inguaribili ed in aula magna dove incontra il personale sanitario. Ad accogliere il presidente del Consiglio c'erano il sindaco di Genova Marco Bucci, la vicepresidente della Regione Sonia Viale, il cardinale Angelo Bagnasco, il vicepresidente del Gaslini Andrea Fusaro e il direttore generale Paolo Petralia.

IL COMMISSARIO E SINDACO BUCCI: RICORDO CHE STIAMO LAVORANDO DAL 15 DICEMBRE, CONTINUIAMO A COLLABORARE COL GOVERNO

Bucci ha accolto il premier Conte e il ministro Toninelli al cantiere per la demolizione del moncone ovest. "Oggi è una giornata simbolica senza mai dimenticare le 43 vittime del crollo ma anche senza dimenticare che stiamo lavorando dal 15 dicembre e tutto sta procedendo secondo i piani". Il sindaco ricorda che sono già state rimosse 3000 tonnellate di materiale e con la trave smontata oggi se ne demoliranno altre 800. "A me queste cose non interessano, io il ponte lo devo ricostruire" ha poi risposto sulle ultime novità relative alle indagini e sull'ipotesi dei pm che alcuni controlli sulla stabilità della struttura fossero falsati.

"Sono molto contento della vicinanza del governo, in questo modo continuiamo a collaborare e diamo un segnale che in Italia le cose si possono fare bene e nei tempi giusti, sono soddisfatto anche dello stanziamento delle prime tranche di soldi per la ricostruzione dal Mef". Lo ha detto il sindaco di genova e commissario per la ricostruzione del viadotto Polcevera Marco Bucci.

TOTI: "RISPETTIAMO I TEMPI"

"Saranno giorni importanti fino a quando il ponte sarà completamente ricostruito, ma direi che questa è la dimostrazione che si rispettano i tempi e le promesse e che Genova può guardare al futuro con ottimismo". Lo ha detto il governatore Giovanni Toti: "E' una giornata dal valore simbolicoperché per la prima volta vediamo una parte di ponte muoversi, cambiando lo skyline drammatico che ci accompagna dal 14 agosto, ma il lavoro sarà complesso, ci saranno giornate meno spettacolari di oggi ma altrettanto importanti". "L'importante è che si vada avanti e si rispettino i tempi - ha aggiunto - ma le imprese che lavorano sono imprese serie quindi ci sono tutte le condizioni per essere ottimisti".

TONINELLI: "NEL 2020 IL PONTE SARA' PERCORRIBILE"

Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli è arrivato al cantiere del ponte Morandi per assistere alla demolizione del moncone ovest. "A inizio del 2020 il nuovo viadotto sarà inaugurato e percorribile", ha dichiarato il ministro, e la sua ricostruzione "sarà l'immagine del rilancio del Paese". Sui costi, Toninelli parla chiaro: "Questo ponte non lo sta pagando lo Stato. Circa 200 milioni sono già stati dati agli sfollati, nelle prossime ore arriverà un altro bonifico da parte di chi doveva gestire questa infrastruttura e non l'ha fatto per mettere soldi anche per ricostruire il ponte. Quei soldi che avevamo bloccato nella legge di Bilancio, circa 500 milioni, li sbloccheremo e li utilizzeremo per altre grandi opere a favore dei cittadini".

Un commento del ministro anche sulla ferita genovese: "Quella di Genova è una ferita aperta che difficilmente si potrà ricucire completamente. Però oggi iniziare a vedere, a distanza di pochi mesi, che si demolisce un ponte che è stato malgestito da chi ne ha approfittato molto come vantaggi economici, che tra pochi mesi si ricostruirà, che a fine anno sarà in piedi e a inizio anno prossimo potrà essere finalmente collaudato e riaperto, penso che sia uno slancio positivo per tutta l'Italia".

"I lavori su questo ponte fanno capire chiaramente che la più grande opera necessaria oggi in Italia sia la manutenzione seria. Che significa sicurezza di tutto l'esistente. Questo ponte non esiste più ma fino al 13 agosto questo ponte esisteva. Se fosse stata fatta la manutenzione oggi ci sarebbe ancora e non ci sarebbero 43 morti", ha continuato Toninelli.

E le diatribe con la Francia? "Non c'è nessun tipo di scontro con la Francia", dichiara il ministro, "è un popolo amico. La Francia commise un grave errore nel 2011 e ne stiamo pagando le conseguenze noi italiani principalmente". E' un peccato che non chiedano scusa".

LA SIMULAZIONE

"Genova dal mio cuore e dai miei pensieri non è mai uscita", ha detto il premier Conte sulla sua pagina Facebook. "Tornerò anche successivamente per seguire le operazioni di ricostruzione. Dobbiamo fare presto per inaugurare quanto prima il nuovo ponte. Sarà il simbolo del riscatto di Genova, della Liguria, dell'Italia".

Nelle scorse settimane il viadotto è stato alleggerito per quanto possibile portando via tra asfalto e new jersey circa 3 mila tonnellate di materiale. La 'gerber' è la trave in più tronchi collegati tra loro da una cerniera contigua alla pila 8 del Morandi, sul lato a ponente del viadotto.

La calata dell'impalcato da un'altezza di 48 metri è il primo vero momento evidente della demolizione della struttura crollata il 14 agosto scorso. Per calare la trave ci vogliono più o meno sette ore, secondo le previsioni date dal commissario alla ricostruzione e sindaco Marco Bucci. Nell'area da questa mattina alle 6 e fino ad almeno le 24 di lunedì 10 febbraio è già chiusa via 30 Giugno ad auto e pedoni per consentire i lavori.