Condividi:


Ponte Genova San Giorgio: 220mila ore di attività di ingegneria 7 giorni su 7

di Redazione

Ugo Salerno, presidente del Rina: "Oggi celebriamo un progetto di ricostruzione e ripartenza che ha visto 20 cantieri operare contemporaneamente"

Oltre 220 mila ore di attività di ingegneria, 596 giorni dall'avvio delle attività di demolizione, 15 mesi per la ricostruzione, più di 3200 documenti tecnici emesso e 10.500 schede progettuali esaminate. Sono i numeri del lavoro di Project management consultant svolto dal Rina, il Registro italiano di certificazione navale, per la demolizione del vecchio Morandi e la ricostruzione del nuovo Genova San Giorgio. 

Dietro le quinte ha lavorato un team di 80 persone del Rina dedicate alla gestione del progetto per seguire le fasi costruttive, tempi di realizzazione, costi, avanzamento dei lavori, 20 cantieri operativi in contemporanea, 7 giorni su 7, 24 ore su 24 senza alcuna interruzione in quasi due anni, con l'unica chiusura nel giorno di Natale 2019. 

L'attività del Rina ha incluso la responsabilità, in fase di demolizione e in fase di costruzione del nuovo ponte, della direzione lavori e del coordinamento della sicurezza in fase esecutiva e il controllo di qualità dell'eseguito. Un lavoro che proseguirà nei prossimi mesi per completare il ripristino delle aree di cantiere sottostanti l'opera. Le fasi di demolizione e ricostruzione, parzialmente sovrapposte, hanno condotto alla realizzazione di un nuovo ponte accorciando i tempi di realizzazione dell'opera. 

"Oggi possiamo celebrare un progetto di ricostruzione e ripartenza - ha commentato Ugo Salerno, presidente e ad del Rina -. Si è parlato del fatto che il "Modello Genova" non sia replicabile, ma io non credo sia vero. Non si tratta di saltare passaggi procedurali o avere minore attenzione, ma piuttosto di pianificare nel dettaglio ogni attività per superare senza ritardi gli inevitabili imprevisti e ottenere risposte immediate ed efficaci da parte di tutti i soggetti coinvolti e, in particolare, dell'amministrazione pubblica. La ripartenza del nostro paese credo dipenda anche da questo: impegno e dedizione uniti a una burocrazia che non ostacoli e rallenti le opere".