Nuovo ponte sul Polcevera, ora si accelera per la ricostruzione (vento permettendo)

di Fabio Canessa

Oltre 100 operai al lavoro nel weekend di Ferragosto, tempi sempre più stretti per rimuovere le macerie

"In questo momento in cantiere ci sono più di 100 persone operative. Ovviamente c'è un piccolo calo dovuto alle feste, ma i lavori sono andati avanti anche a Ferragosto. E anche oggi che è sabato ci sono più di 50 addetti". Non ha chiuso per ferie il cantiere del nuovo ponte sul Polcevera. Anche nel lungo weekend ferragostano si continua a lavorare, benché a regime ridotto, come spiega l'ingegner Federico Barabino del Rina, che cura la direzione dei lavori.

La pila 9, diventata il simbolo della ripartenza durante la commemorazione del 14 agosto, sarà la prima delle 18 ad essere completata e, seguendo le indicazioni del commissario Bucci, a metà settembre si dovrebbe vedere anche il primo impalcato. Dalla direzione dei lavori arrivano garanzie: il cronoprogramma finora è rispettato. Operazioni che comunque dovrebbero subire un'accelerata anche perché d'ora in poi non ci sarà più l'intralcio dei lavori di demolizione e aumenterà anche il personale impiegato in cantiere.

Per quanto riguarda la pila 9, ha detto ancora Barabino, "siamo nella fase finale della chiusura del cassero della terza elevazione dopo lo starter. Saranno realizzati nuovi conci da 8,5 metri, ogni concio richiede una settimana, vedremo se c'è la possibilità di arrivare a una realizzazione più veloce". Contemporaneamente si lavora alle altre pile del nuovo viadotto, a levante e soprattutto a ponente. "Questa notte è stata completata la fondazione della nuova pila 7 mentre, sempre a ponente, sono già realizzate quelle delle numero 4 e 5 ed è in fase di posa palancolata della nuova pila 3. Si lavora su più fronti".

Uno dei fattori chiave adesso sarà di nuovo il meteo. Se le fondazioni e l'elevazione delle nuove pile sono relativamente semplici, la parte difficile sarà il varo di ciascun impalcato in acciaio realizzato da Fincantieri. Ancora una volta serviranno gru di grandi dimensioni e l'incognita vento è quella che potrebbe causare i maggiori ritardi. Un ostacolo non da poco, in una valle così esposta alla tramontana nei mesi invernali.

Sullo sfondo resta la montagna di macerie spostate per aprire il bypass di via Porro ma ancora ben visibili sull'asse di via Fillak. Per liberare tutto, dicevano i demolitori pochi giorni fa, ci vorrà una ventina di giorni. Bucci ha promesso il ritorno alla normalità entro l'inizio delle scuole, a metà settembre. Ma dal ministero dell'ambiente è ancora silenzio sulla possibilità del riutilizzo in Fincantieri. Ancora dieci giorni, insomma, e potrebbe diventare obbligatorio virare sul piano B, quello che prevede di portare in discarica almeno una parte dei detriti.

Fabio Canessa