Domenica, 17 febbraio 2019  

Nodo ferroviario di Genova, Salini Impregilo salverà Astaldi

Il cda approva l'offerta, ora decide il tribunale: col matrimonio ripartono i cantieri
2019-02-14T19:32:05+00:00

Sembra andare a a buon fine l’operazione Salini Impregilo-Astaldi. Il cda della società che ha in affidamento i lavori del nodo ferroviario di Genova ha approvato l’offerta del colosso edilizio italiano e il piano concordatario che permetterà di uscire del pantano dei debiti e di mantenere la continuità aziendale.

Salini entrerà nel capitale di Astaldi con 225 milioni di euro e assumerà il controllo col 65%. Le banche creditrici si prenderanno il 28,5% e il restante 6,5% resterà in mano agli attuali azionisti. Si attende a questo punto il via libera del tribunale di Roma.

Il matrimonio, del resto, era l’unica via di scampo dopo l’uscita di scena del gruppo giapponese IHI. Proprio il 14 febbraio scadeva il termine per presentare un piano di salvataggio. L’operazione prevede la segregazione degli asset ‘non core’, che hanno creato ad Astaldi i problemi più grandi: il progetto del terzo ponte sul Bosforo, un’autostrada e un campus ospedaliero in Turchia, un aeroporto e un ospedale in Cile, diversi crediti in Venezuela e la sede centrale di Roma.

Scongiurati, almeno in teoria, altri maxi ritardi per la futura metropolitana ferroviaria di Genova. Secondo le stime dei sindacati, che nei prossimi giorni incontreranno i vertici aziendali, entro 30-40 giorni i cantieri, fermi da dicembre, potrebbero riaprire. I lavori sono completati al 40% e, salvo nuovi stop, dovrebbero finire nel 2021.

L’amministratore delegato di Salini Impregilo Pietro Salini non si è voluto sbilanciare sui tempi d’attesa previsti per la risposta di Cassa Depositi e Prestiti alla partecipazione al piano di salvataggio di Astaldi, il gruppo italiano delle costruzioni. “L’importante adesso è la disponibilità dimostrata da Astaldi” ha detto Salini evidenziando che “Cdp farà le sue dovute valutazioni” non essendo l’unico potenziale finanziatore dell’aumento di capitale da 225 milioni, in cambio del 65% del capitale di Astaldi post-aumento. I tempi previsti per la risposta di Cdp secondo indiscrezioni sono lunghi, si tratta di mesi.

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