Vannacci a Telenord: "Centrodestra? Alleanza possibile solo alle nostre condizioni. Io premier e Giorgia al Quirinale? Chissà..."
di Massimiliano Lussana
"L'accordo non è difficile, perché questa alleanza di centrodestra, all’inizio della legislatura, non aveva posizioni così tanto diverse rispetto alle nostre"
Intervistato da Massimiliano Lussana nell’ambito del ciclo “Incontri a Palazzo” di Telenord, il generale Roberto Vannacci ha delineato la linea politica del suo movimento “Futuro Nazionale”, ribadendo la volontà di incidere sul centrodestra senza rinunciare ai propri punti identitari. L'intervista è in onda su Telenord (canale 11 e streaming) domenica 19 luglio alle 16 e alle 23 ed è disponibile on demand sul sito www.telenord.it .
Sul tema di un possibile percorso comune con la coalizione di governo, Vannacci ha fissato i paletti: "Non intendo negoziare le mie linee rosse. È una cosa che ho sempre detto". Secondo il generale, tuttavia, un’intesa non sarebbe impossibile: "Quando dico che secondo me l’accordo non è difficile, lo dico perché questa alleanza di centrodestra, all’inizio della legislatura, non aveva posizioni così tanto diverse rispetto alle nostre".
Vannacci ha rivendicato il ruolo del suo movimento nel condizionare il dibattito politico: "Vogliamo portare il centrodestra sulla rotta giusta e ci stiamo riuscendo, perché lo dicono i giornali: il centrodestra insegue Vannacci. E io non mi offendo a essere inseguito".
Nel suo intervento ha poi distinto l’atteggiamento di alcuni esponenti storici del centrodestra rispetto agli avversari più critici: "Silvio Berlusconi era e Giorgia Meloni è più intelligente di altri che urlano contro di noi".
Non è mancato un passaggio sulle dinamiche europee e su Forza Italia: "All’Europarlamento Forza Italia va sempre con la sinistra", ha affermato Vannacci, criticando anche il sistema elettorale: "È una vergogna votare senza le preferenze".
Guardando agli scenari futuri, il generale ha lasciato aperte tutte le ipotesi: "Io presidente del Consiglio e Giorgia Meloni presidente della Repubblica? Chissà…".
Sul consenso personale e sul paragone con altri leader del passato, Vannacci ha richiamato le parabole politiche di Berlusconi, Salvini e Meloni: "Gli italiani sarebbero innamorati di Vannacci come lo erano prima di Berlusconi, Salvini e Meloni? Noi siamo la sporca dozzina, non possiamo permetterci di fallire".
Nel corso dell’intervista sono stati inoltre ribaditi i temi identitari del movimento, tra cui le posizioni sulla remigrazione e sulle classi differenziali, già al centro del dibattito pubblico legato alle proposte del generale.
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