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Il Genoa si butta via, la Juve non perdona gli errori: all’Allianz finisce 3-1

di Gregorio Spigno

Dormite di singoli condannano la squadra di Ballardini alla sconfitta. Decidono le reti di Kulusevski, Morata e McKennie. Inutile il gol di Scamacca

Sono bastati 4' alla Juventus per sbloccare la partita contro il Genoa

Ci si aspettava una squadra diversa, più difficile da affrontare per i bianconeri e meno rinunciataria in partenza. Così non è stato, ma il Genoa ha comunque tenuto botta, aggrappandosi alle parate di Perin.

La rabbia, per Ballardini e per il gruppo, aumenta se si riguardano le reti subite: il gol di Kulusevski nasce da uno splendido gioco di gambe di Cuadrado su cui, però, nessuno è riuscito ad intervenire.

Sulla seconda rete è evidente la responsabilità di Radovanovic, che ha perso il contatto con il pallone ed ha consentito a Chiesa e compagni di ripartire, sfruttando al massimo l'occasione.

Il Genoa non si è però disunito, ed è rientrato in campo per la seconda frazione più combattente. Scamacca ha riaperto le danze, Ballardini ha inserito tutti gli uomini più offensivi (eccezion fatta per Destro, 90' in panchina), e poi Pjaca ha sprecato due ottime occasioni per agguantare il pari.

Il fuoco dei ragazzi di Ballardini si è affievolito anche a causa dell'infortunio di Zappacosta, che ha costretto il Genoa a giocare gli ultimi minuti in inferiorità (le sostituzioni erano terminate).

E l'ultima dormita ha messo la parola fine alla partita: Danilo, da centrocampo, ha imbucato per McKennie. L'americano, in posizione avanzatissima, è stato tenuto in gioco da Ghiglione, due metri al di sotto della linea dei difensori genoani. Gol del 3-1 e partita chiusa.