Genova, vandalismo dopo corteo antagonista. Bordilli: "Silenzio complice da sinistra"

di Andru

3 min, 18 sec

Manifestazione contro guerra, repressione e turismo di massa: presi di mira telecamere ed edifici pubblici

Genova, vandalismo dopo corteo antagonista. Bordilli: "Silenzio complice da sinistra"

La manifestazione contro guerra e ddl sicurezza, indetta per il pomeriggio di ieri dai movimenti antagonisti genovesi, ha lasciato dietro sé atti di vandalismo. Alcuni partecipanti si sono staccati dal corteo e hanno imbrattato i muri di diversi edifici con scritte contro il 41 bis, la guerra e il proliferare del turismo di massa, danneggiando anche le telecamere di sorveglianza e l'esterno del commissariato di via Balbi. La Digos ha avviato le indagini per identificare i responsabili.  

Telecamere danneggiate – Durante il corteo, alcuni incappucciati hanno strappato e imbrattato diverse telecamere di videosorveglianza lungo il percorso. Gli operai di Aster sono intervenuti già in serata per ripristinare i dispositivi danneggiati. Anche il commissariato di polizia di via Balbi è stato preso di mira: l'insegna è stata imbrattata e scritte sono comparse sulla porta dell'edificio.  

Scritte sui muri – I manifestanti hanno lasciato frasi contro il turismo di massa, il 41 bis e la repressione in molte strade del centro storico. In piazza Campetto, alcuni supermercati sono stati presi di mira con scritte e vandalismi. La polizia ha avviato accertamenti per risalire agli autori dei vandalismi. La manifestazione, iniziata alle 15.30 in via delle Fontane, si è conclusa nella zona di via Prè con una festa accompagnata dal ritmo dei tamburi. Tra i partecipanti, circa duecento o trecento persone, erano presenti attivisti del movimento antagonista e anarchico, oltre alla banda di strada Murga.  

Le rivendicazioni – Il corteo ha espresso dissenso su più fronti: contro la guerra, la repressione, gli sgomberi degli spazi occupati e le opere pubbliche ritenute inutili, come la funivia del Lagaccio. Il timore di disordini aveva già portato le forze dell'ordine a monitorare con attenzione l'evento. Il dispiegamento di sicurezza è stato rafforzato, tanto che in serata un blindato dei carabinieri era posizionato davanti al commissariato di piazza Matteotti.  

Per la Lega "silenzio complice" - L'assessore al commercio del Comune di Genova Paola Bordilli ha commentato così gli strascichi della manifestazione, attaccando l'opposizione cittadina: "Quanto accaduto ieri pomeriggio nel centro storico di Genova, dove una cinquantina persone incappucciate legate ai centri sociali, hanno vandalizzato il centro storico, è assolutamente da condannare. Videocamere pubbliche e private danneggiate. Sono state vandalizzate anche alcune facciate di palazzi, seminando il panico tra i cittadini. È questo il modello di città che ci propone la sinistra?". Nella nota, Bordilli sottolinea che "non è la prima volta che questi episodi accadono, funestando le giornate di chi il centro storico prova a rilanciarlo con impegno e sacrificio e rovinando l’atmosfera per genovesi e turisti. Di fronte a tutto questo non ho ascoltato una sola parola da parte degli esponenti di centrosinistra: questo porterebbe  a pensare a un filo sempre meno sottile che lega questi facinorosi alla coalizione “progressista” e ogni silenzio è complice". Dalla Lega fa eco Francesca Corso, assessore alle pari opportunità, che attacca i partiti di centrosinistra: "Mi chiedo se loro stiano dalla parte della legalità e delle nostre Forze dell’ordine o da quella degli anarchici e antagonisti dei centri sociali nullafacenti e violenti. E’ questo il modello che la sinistra vuole per la nostra Città? Ci rispondano almeno a mezzo stampa su questo tema, visto e considerato che anche sulle opere per il futuro di Genova la loro candidata a sindaco non si vuole confrontare pubblicamente”

Le reazioni di FDI - Anche da Fratelli d'Italia arrivano reazioni ai fatti di sabato pomeriggio. "Sessantuno telecamere di sorveglianza danneggiate con la vernice" sottolinea l'assessore alla sicurezza Sergio Gambino, che aggiunge "come sempre, a pagare saranno i cittadini". Gli fa eco Alessandra Bianchi, assessore al turismo: " Mi auguro che, una volta identificati, agli autori venga presentato il conto dei danni che non può e non deve ricadere sui genovesi. Mi aspetto, visto l’imbarazzante silenzio di Silvia Salis e di tutta l’opposizione, che almeno su questo possano esser d’accordo”.

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