Genova, intenso e commosso ultimo saluto a Edoardo Corrieri
di Claudio Baffico
Una chiesa gremita e un lungo applauso hanno accompagnato l’ultimo saluto a Edoardo Corrieri, il giovane di 29 anni scomparso dopo essere stato travolto da un’auto guidata da Vincenzo Rametta, oggi accusato di omicidio volontario. Nel giorno dei funerali, celebrati nella chiesa di San Pietro alla Foce, il dolore si è intrecciato all’orgoglio nelle parole del padre Alessandro, che ha voluto ricordare il figlio come un esempio per tutti i ragazzi presenti.
«Ho scoperto di essere il papà di un eroe. Non dimenticatelo e cercate di comportarvi come lui», ha detto davanti a centinaia di persone accorse per rendere omaggio a Edoardo. Amici, conoscenti e tanti giovani hanno riempito la chiesa, testimoniando l’affetto e la stima che il ragazzo aveva saputo conquistare nel corso della sua vita. L’ingresso e l’uscita del feretro sono stati accompagnati da commossi applausi.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il ventinovenne sarebbe intervenuto per difendere un’amica che stava subendo delle molestie da parte di Rametta e di un altro giovane. Un gesto di altruismo e protezione che, secondo gli investigatori, avrebbe innescato la tragica sequenza di eventi culminata con la sua morte. Proprio questa scelta coraggiosa è stata ricordata da molti come la più autentica espressione del suo carattere.
Nel corso della cerimonia si sono alternati ricordi e testimonianze capaci di restituire l’immagine di un ragazzo sempre pronto a mettersi a disposizione degli altri. Particolarmente emozionante la lettera letta dalla compagna del padre, nella quale veniva riportata la storia di un giovane che anni prima era stato aiutato da Edoardo durante un’aggressione.
Nel messaggio, il ragazzo raccontava di non avere un rapporto speciale con lui, ma di essere stato comunque soccorso senza esitazione in un momento di pericolo. «Ci conoscevamo, ma non ci stavamo nemmeno tanto simpatici. Quando ha visto che ero in difficoltà non ha esitato e mi ha salvato», si leggeva nella testimonianza.
Le numerose parole di affetto emerse durante il rito hanno delineato il profilo di una persona ricordata per la sua generosità, il suo coraggio e la naturale predisposizione ad aiutare chiunque ne avesse bisogno. Un’eredità morale che il padre ha affidato ai tanti giovani presenti, invitandoli a conservare il ricordo di Edoardo e a far vivere, attraverso le proprie azioni, i valori che lo hanno contraddistinto.
Quella celebrata a San Pietro alla Foce non è stata soltanto una cerimonia funebre, ma un intenso momento di partecipazione collettiva. Nel dolore per una perdita così drammatica, la comunità si è stretta attorno alla famiglia per rendere omaggio a un giovane il cui gesto di coraggio continua a essere ricordato come un esempio di umanità e solidarietà.
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