Genova, blocco lavori del Waterfront: Sansa "Il 'modello Genova’ di Bucci fa acqua da tutte le parti"

di Tiziana Cairati

"Non ci meraviglia affatto che il Ministero abbia bloccato l’iter per il corso d’acqua artificiale, definendo il progetto 'carente' e 'tardivo'"

Genova, blocco lavori del Waterfront: Sansa "Il 'modello Genova’ di Bucci fa acqua da tutte le parti"

In merito al blocco della costruzione del canale del Waterfront per decreto del Ministero della Transizione Ecologica, in attesa che il Comune di Genova ottemperi a tutte le condizioni ambientali necessarie, la Coalizione progressista guidata da Ariel Dello Strologo commenta:

"Non ci meraviglia affatto che il Ministero abbia bloccato l’iter per il corso d’acqua artificiale, definendo il progetto “carente” e “tardivo”. Come M5S avevamo già denunciato come gli scavi avessero portato alla luce grandi quantità di idrocarburi e rifiuti petroliferi come benzene (leucemogeno) e prodotti organici policiclici (tumorali) che fanno temere per la salute dei residenti. Corre infatti l’obbligo di ricordare che a marzo avevamo affrontato la questione in Aula, sottolineando che a novembre i residenti della zona e molti passanti avevano denunciato che nelle acque che si raccoglievano nelle enormi buche del cantiere si notava un sospetto colore iridescente, segno evidente di un inquinamento del terreno e delle acque stesse”. Lo dichiara Luca Pirondini, candidato del M5S alle prossime comunali, richiamando un’interrogazione fatta a marzo dall’attuale candidato alla presidenza del Municipio I Centro Est Stefano Giordano. 

Il sindaco Bucci si dimostra ancora una volta essere il sindaco del fare…male”, dichiara il consigliere regionale Ferruccio Sansa, per conto della lista Europa Verde - Sansa - Linea Condivisa. “La narrazione del ‘modello Genova’ ormai fa acqua da tutte le parti. Sui grandi cantieri serve trasparenza e condivisione, non l’uomo solo al comando. È gravissimo che il Ministero dica che il progetto per gli scavi del canale d’acqua del waterfront sia carente e tardivo, visto che di mezzo c’è la salute dei residenti che da mesi hanno denunciato possibili rischi per la salute”.

Andrea Foti, Coordinatore Sinistra Italiana Genova, dichiara: “Ancora una volta il Sindaco Bucci si fa bocciare un progetto dal Ministero. Bocciato perché sostanzialmente non vengono completamente rispettate le leggi sulla tutela ambientale e sulla sicurezza dei cittadini. Questo succede quando si pratica una gestione improvvisata della cosa pubblica, quando ci si arroga il diritto di aggirare le norme, in nome di un'operatività fittizia. Progetti ambigui, carenti di valutazione ambientale, raccogliticci e lacunosi sotto tutti i punti di vista. Ora, come sempre, ci raccontano che sistemeranno tutto in pochi giorni: storia trita e ritrita che ormai i genovesi conoscono a memoria".

Non solo quanto emerge dal Ministero rivela un progetto carente, pericoloso da un punto di vista ambientale, che può mettere a rischio la salute dei residenti, ma - sottolinea Simone D’Angelo, Segretario del Partito Democratico di Genova per conto della Lista con Articolo Uno e PSI - è allo stesso tempo completamente slegato da una visione e da un pensiero di sviluppo della città. Genova continua a svuotarsi e a perdere abitanti e anziché lavorare per attrarre giovani e studenti la Giunta Bucci ha cancellato le residenze universitarie previste dal progetto iniziale del Waterfront per fare spazio solo a uffici e appartamenti di lusso”.

A concludere l'intervento è Dello Strologo: “L’accelerazione imposta a progetti e cantieri monumentali e di grande impatto a lungo termine sulla città e sulla cittadinanza, a un mese dall’appuntamento con gli elettori, denota la necessità di Bucci di appuntare al petto del “sindaco del fare” qualche nuova medaglia, a prescindere dale precauzioni necessarie per la salute delle persone e dalle valutazioni sull’impatto ambientale richieste dalla commissione ministeriale e, prima ancora, sollecitate in aula dall’opposizione. L’assenza di una visione complessiva per lo sviluppo della città spinge l’amministrazione a “fare ad ogni costo”. La coalizione progressista, invece, ha come priorità “fare bene e per tutti”.