Fine vita, l'affondo di Pastorino: "Per Bucci tema nazionale? Scopre l'acqua calda ma le regioni possono agire"

di R.O.

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Il consigliere regionale della Lista Orlando è il primo firmatario della proposta di legge Liberi subito promossa dall'associazione Luca Coscioni

Fine vita, l'affondo di Pastorino: "Per Bucci tema nazionale? Scopre l'acqua calda ma le regioni possono agire"

Il nodo che riguarda la legge regionale sul fine vita non si scioglie. L'ultimo capitolo lo aveva scritto il presidente di Regione Liguria Marco Bucci, che si era definito contrario alla legge "perché la Corte Costituzionale ha detto che deve essere il Parlamento ad agire". Ma il consigliere regionale della Lista Orlando Gianni Pastorino, il primo firmatario della proposta "Liberi subito" promossa dall'associazione Luca Coscioni, non ci sta. "Sembra che il presidente Bucci scopra l'acqua calda - ha dichiarato a margine del Consiglio Regionale -. È vero che il tema è nazionale ma il Parlamento ha dimostrato una certa inazione. C'è una sentenza della Corte Costituzionale del 2019 (la 242 sul caso Antoniani-Cappato, ndr). La Consulta rappresenta un vincolo, è il nostro ordine di garanzia del sistema costituzionale, e sostiene che questo servizio possa essere organizzato secondo criteri e linee guida precise dai servizi sanitari che in Italia sono regionali".

Le Regioni si sono mosse - La Toscana l'11 febbraio di quest''anno è stata la prima Regione ad approvare la legge, sempre ispirata dalla proposta dell'associazione Luca Coscioni, modificata con alcuni emendamenti che però non ne hanno alterato gli obiettivi. L'Emilia Romagna invece aveva approvato negli scorsi mesi una delibera di giunta sul tema. "Vuol dire che loro tendono ad organizzare quello che è previsto dalla sentenza della Corte Costituzionale del 2019 nei loro territori, che è quello che chiede la legge di cui sono primo firmatario" ha dichiarato pastorino.

L'appello - "Dico a Bucci che una legge si può bocciare, ma se non dovesse arrivare in Commissione Sanità, come avevo già annunciato, si aprirebbero delle ripercussioni giuridiche di cui questa giunta affronterebbe le cause. Bocciare è legittimo, non portare in discussione no: come primo firmatario - conclude - non lo permetterò".

Le condizioni della Corte Costituzionale - Ad oggi in Italia è già possibile accedere al suicidio medicalmente assistito se si rispettano le condizioni descritte dalla Corte Costituzionale nella sentenza sul caso Antoniani-Cappato, la 242 del 2019, che devono essere verificate dal servizio sanitario nazionale dopo il parere del comitato etico territoriale. Il paziente deve essere capace di autodeterminarsi, essere affetto da patologia irreversibile che sia fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che la persona reputa intollerabili e che sia dipendente da trattamenti di sostegno vitale. Non sono però mai state fissate tempistiche di risposta, per cui è capitato che alcuni richiedenti ottenessero i pareri ad oltre un anno di distanza dalla domanda. "La Corte ha stabilito che non solo è depenalizzato l'aiuto alla morte volontaria se la persona rispetta le condizioni descritte dalla Corte - aveva spiegato Marco Cappato a Telenord - ma ha anche indicato nel servizio sanitario nazionale (che è regolato dalle Regioni, ndr) la responsabilità di verificare le condizioni della persona e quindi anche le modalità di attuazione del suicidio assistito".

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