Ericsson, lavoratori protestano davanti a Salone Nautico contro i licenziamenti
di Redazione
Il presidente Bucci: "Non possiamo consentire che azienda lasci Genova"
"Naufragio Ericsson Italia": è questo uno dei cartelli esposti dai lavoratori davanti al Salone nautico internazionale di Genova per protestare contro i 131 licenziamenti decisi dall'azienda svedese.
"Il Salone è il posto ideale - spiega Sonia Montaldo, segretaria generale Slc Cgil - perché vengono politici e noi abbiamo bisogno di grande visibilità per tenere alta l'attenzione. Abbiamo la convocazione al ministero il 5 ottobre e facciamo molto affidamento su questo. Ieri in commissione l'azienda non ha dato risposte nemmeno alle domande dei parlamentari - ha ricordato Montaldo -. La nostra unica richiesta è il ritiro della procedura che è sbagliata, ha un vizio di forma. Doveva essere data una comunicazione preventiva. E quindi va revocata senza se e senza ma. Speriamo che il ministro Urso si fermi. Continueremo con la mobilitazione, il 7 è previsto uno sciopero".
Il presidente Marco Bucci ai lavoratori in presidio
"Non possiamo consentire che una azienda importante come Ericsson vada via da Genova. Vogliamo assolutamente che ci sia la conferma che rimangono qua. E oltre alla conferma che rimangono qua, vogliamo anche la conferma che se una divisione di prodotto viene cancellata, cosa che nelle aziende è assolutamente normale, deve essere rimpiazzata con un'altra divisione di prodotto". Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ai lavoratori dell'azienda svedese che stanno protestando davanti al Salone nautico internazionale.
Uil Liguria, non può esserci rilancio industria senza rispetto per il lavoro
"Oggi si inaugura il Salone Nautico, vetrina dell'eccellenza industriale della Liguria. Ma di quale eccellenza e di quale rilancio parliamo, se nel nostro territorio si permette a una multinazionale di licenziare 131 persone senza neppure aprire un dialogo? La Uil Liguria, insieme alla Uilm di Genova, alla Uil Fpc e ad altre categorie del comparto pubblico e privato, ha partecipato oggi alla manifestazione a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori Ericsson della sede di Genova, colpiti da una procedura di licenziamento collettivo che coinvolge 131 famiglie". Lo scrive il segretario generale Uil Liguria Riccardo Serri in una nota.
"Al momento non registriamo alcuno spazio per il dialogo, nessun rispetto per il territorio, nessun rispetto per i lavoratori e per le istituzioni. È inaccettabile che una multinazionale che per anni ha sfruttato il know-how del nostro territorio, le competenze dei nostri lavoratori e le risorse pubbliche, oggi decida di andarsene sbattendo la porta, trattando le persone come numeri da cancellare da un bilancio - prosegue -. Una multinazionale che sfrutta solo il territorio e le risorse pubbliche non merita di essere annoverata tra i nomi della grande industria che si accoglie in Italia. Non si può parlare di rilancio dell'industria ligure e nazionale se si lascia campo libero a chi vuole fare solo profitto e se ne infischia dell'aspetto sociale della vertenza. Come Uil Liguria continueremo a batterci, in tutte le sedi, insieme alle categorie e ai lavoratori, perché a Genova e in Liguria il lavoro industriale venga difeso, rispettato e rilanciato - conclude -. Chiediamo alla Regione, al Comune e al Governo di non restare in silenzio."
Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagram, su Youtube e su Facebook.
Condividi:

