Energia, transizione Ue in stallo: reti e rinnovabili ancora insufficienti

di Stefano Rissetto

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Le importazioni di gas russo sono diminuite drasticamente, passando da 152 miliardi di metri cubi nel 2021 a 36 miliardi nel 2025

Energia, transizione Ue in stallo: reti e rinnovabili ancora insufficienti

A quattro anni dal lancio di REPowerEU, il piano europeo per ridurre la dipendenza dall'energia russa e accelerare la transizione verde, gli obiettivi restano lontani. È quanto emerge da un rapporto della Corte dei conti europea, secondo cui il principale ostacolo è rappresentato dalle infrastrutture di rete e dagli insufficienti collegamenti elettrici tra gli Stati membri.

Le importazioni di gas russo sono diminuite drasticamente, passando da 152 miliardi di metri cubi nel 2021 a 36 miliardi nel 2025, ma i revisori invitano a non attribuire tutti i progressi a REPowerEU: hanno inciso anche gli inverni miti e la riduzione dei consumi dovuta agli alti prezzi dell'energia.

Nel frattempo, tra il 2022 e il 2024 l'Ue ha aggiunto oltre 200 GW di capacità solare ed eolica. Tuttavia, la quota direttamente riconducibile alle misure di REPowerEU resta trascurabile rispetto all'obiettivo di 103 GW.

Il rischio, secondo la Corte, è sostituire una dipendenza con un'altra: ridurre i combustibili fossili russi senza disporre di una produzione interna sufficiente di energia pulita e delle reti necessarie per distribuirla. Bruxelles dovrà quindi accelerare sugli investimenti in rinnovabili e interconnessioni se vuole centrare gli obiettivi climatici e rafforzare la sicurezza energetica europea.

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